
ARTICOLO PUBBLICATO SU AVVENIRE DEL 3 FEBBRAIO 2026.
PRESENTATA A BOLOGNA LA PUBBLICAZIONE PROMOSSA DALLA FACI.
Non è facile orientarsi nel mondo del diritto che riguarda i rapporti tra Stato e Chiesa, soprattutto se le fonti non sono tutte immediatamente reperibili o disponibili online. Per andare incontro a vescovi, sacerdoti, operatori delle Curie e studiosi che hanno bisogno di non perdersi nella complessa normativa canonica e civile, la Faci (Federazione tra le associazioni del clero in Italia) ha deciso di pubblicare il “Compendio della normativa pattizia e delle disposizioni attuative del Concordato nell’ordinamento civile e canonico”, aggiornando così l’edizione risalente al 2005. Un lavoro imponente, curato da Antonio Integuglielmi e Mariano Assogna, presidente e segretario generale della Faci, presentato ieri a Bologna, nell’ambito di Devotio, esposizione internazionale di prodotti e servizi per il mondo religioso, da Andrea Bettetini, ordinario all’Università Cattolica di Milano, e da Alessandro Perego, docente all’Università degli Studi di Padova e alla Cattolica di Milano.
In ottocento pagine, il Compendio raccoglie i testi del Concordato del 1929 e della sua revisione del 1984, con le relative dispositive attuative. Il tutto arricchito da una sezione che contiene il Protocollo d’intesa per il concorso degli insegnanti di religione e una bibliografia ragionata utile per l’approfondimento e l’analisi. Grazie all’indice analitico generale è possibile fruire in modo agile di un volume ricco, che si pone a servizio delle Chiese locali. Non si tratta, ha rilevato Bettetini, di «una mera raccolta di testi, ma di uno strumento di sistemazione, interpretazione e comprensione, oltre che di diffusione, di documenti anche non facilmente reperibili». Questo può «favorire sia l’attività integrativa e applicativa sia la riflessione teorica e sistematica su uno dei settori più complessi e delicati del diritto contemporaneo ». Soprattutto se si considera che «la normativa pattizia – ha osservato Bettetini – produce effetti giuridici tanto nell’ordine dello Stato quanto in quello della Chiesa». Il Concordato, a quatant’anni dalla sua revisione, e i successivi interventi normativi infatti continuano ad avere ricadute negli ambiti di interesse ecclesiale, da quello relativo all’insegnamento della religione cattolica a quello dei beni culturali ed ecclesiastici, come ha ricordato Perego che ha anche sottolineato l’affidabilità e l’importanza, in termini di documentazione e aggiornamento, de “L’Amico del Clero”, la rivista della Faci inviata mensilmente a circa settemila sacerdoti.
Stefania Careddu