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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
#pretipersempre. Coronavirus: prima vittima in Puglia, il totale ora è di 111

E' della diocesi di Cerignola la prima vittima tra i sacerdoti pugliesi: si è spento monsignor Saverio Del Vecchio, 86 anni. Oltre ai numerosi incarichi pastorali, aveva anche insegnato al Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Benevento, formando molti sacerdoti che oggi ne ricordano con affetto, come oinforma la diocesi pugliese, «l'amabile figura ancora oggi, dopo tanti anni, senza dimenticare che il Cammino neocatecumenale gli aveva dato allo stesso una nuova consapevolezza della sua vocazione battesimale e sacerdotale».

Un altro giovane prete stroncato dal virus: è don Enrico Bernuzzi, 46 anni, della diocesi di Tortona, morto all'alba del Lunedì dell'Angelo. Prete dal 2006, ha esercitato il suo ministero nelle parrocchie di Voghera diventando referente diocesano per la Pastorale vocazionale e il seminario. A lui e ad altri due sacerdoti era affidata l'unità pastorale che a Voghera include il Duomo e altre tre parrrocchie (Pombio, San Rocco e Risurrezione). E' il secondo prete più giovane strappato dal contagio: aveva un anno in meno don Alessandro Brignone, il sacerdote della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno morto il 19 marzo.

Aveva più del doppio dei suoi anni un altro prete morto in questa Pasqua, nelle Marche: don Luigi Angeloni, 96enne, già parroco nella frazione di Parolito di San Severino, deceduto al Covid Hospital di Civitanova Marche. Era il più anziano sacerdote dell'arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche.

Il Lunedì dell'Angelo ha visto spegnersi anche un prete della diocesi di Cesena-Sarsina: si tratta di don Franco Guardigni, 79 anni, per 15 parroco di Longiano. La sua salute precaria l'aveva coistretto tempo fa a ritirarsi presso la Casa del Clero e poi nella Casa di Riposo Don Baronio, struttura che ospita anche pazienti colpiti dal Covid-19.

In diocesi di Senigallia durante la Settimana Santa è spirato a 91 anni don Dario Giorgi, sacerdote diocesano ma molto legato alla spiritualità dei Cistercensi, tanto da voler essere rivestito nella bara del loro abito bianco con lo scapolare nero. Vocazione monastica, era poi entrato nel clero della diocesi di Fano per poi passare a quella di Senigallia così da essere più vicino all'amata comunità di Chiaravalle, dov'era poi tornato, ormai anziano, come ospite.

I preti venuti a mancare per l'azione del virus salgono così a 111. Un elenco forse ancora incompleto: per aggiornare questo articolo come quello sui religiosi scomparsi chiediamo anche la vostra collaborazione (f.ognibene@avvenire.it). Alle diocesi che sinora hanno registrato il maggior numero di decessi nel loro clero (Bergamo con 25 e Milano con 13) abbiamo dedicato due approfondimenti ad hoc.

Dai profili dei preti diocesani (o in servizio presso struetture pastorali della diocesi) emergono ormai almeno cinque tratti comuni: la popolarità del nostro clero (la gran parte dei preti sono morti contagiandosi perché sono rimasti in mezzo alla gente anziché pensare a mettersi in salvo, i pochi altri erano in case di riposo); la capillarità della presenza di comunità in quartieri di città ma anche in piccoli e minuscoli centri in cui il prete è custode della memoria condivisa, partecipe del passaggio di tesimone e di valori tra generazioni; la fedeltà a un luogo, spesso per decenni (ci sono parroci rimasti in una comunità per quasi 40 anni); l'umiltà di uno stile di servizio nel nascondimento più assoluto, fino a una morte in solitudine; e la preziosità di presenze che la gente scopre essere indispensabili, specie quiando la lontananza coatta - o la morte - li privano di una persona sempre cara, vicina, disponibile.

Durante la Settimana Santa a Pesaro è morto don Marcello Balducci, 61enne, malato da tempo, comunque ancora attivo in Cattedrale dove dava una mano alla pastorale. Aveva curato a lungo una rubrica di commento al Vangelo sul settimanale diocesano "Il Nuovo Amico". La Chiesa marchigiana aveva già perso tre sacerdoti. Il primo a morire era stato don Zenaldo del Vecchio, 90 anni, seguito pochi giorni dopo da don Graziano Ceccolini, 83 anni. Del 21 marzo è invece il decesso di don Giuseppe Scarpetti, 69 anni, parroco di Cristo Re a Pesaro.

Un nome noto tra i morti più recenti è quello di don Renato Lanzetti, 67 anni, vicario generale della diocesi di Como, quarta vittima nel clero della Chiesa lariana. Accanto al vescovo Oscar Cantoni dal 2017 dopo vari incarichi pastorali nella provincia di Sondrio della quale era originario, è morto il mattino del Mercoledì Santo. Si aggiunge ad altri tre lutti della diocesi lombarda. Il 22 marzo era morto don Marco Granoli, 82 anni, amatissimo canonico del Santuario della Madonna di Tirano (Sondrio). Il 1° aprile poi il decesso di don Carlo Basci, 76 anni, a lungo alla guida della comunità di Menaggio, sulle sponde del Lario. Degli stessi giorni è la scomparsa di don Mario Mauri, già cappellano presso l’ospedale di Gravedona.

Dopo un periodo di tempo in cui sembrava che si fosse arrestata l'emorragia di sacerdoti (quasi uno al giorno nel primo periodo del contagio), la diocesi di Parma ha dovuto contare un altro lutto, il settimo, anche in questo caso il Mercoledì Santo, per la morte di don Giuseppe Canetti, 89 anni, già vicario parrocchiale di Colorno, ritirato presso la Casa del Clero.

La vicina diocesi di Fidenza piange la scomparsa di monsignor Stefano Bolzoni, da fonti locali attribuita al coronavirus anche se manca la conferma ufficiale, del resto - come molti altri casi - impossibile da definire con certezza in assenza di un tampone o del referto autoptico. Ndl suo curriculum un gran numero di incrichi pastorali e diocesani: è stato, tra l'altro, parroco di Busseto e presidente della Fondazione San Donnino.

Nei giorni attorno alle Palme si era registrato il primo lutto per un prete calabrese, primo sarecdote in servizio pastorale all'estero a morire per il contagio: si tratta di don Gioacchino Basile, 60 anni, originario di Reggio Calabria, legato al Cammino Neocatecumenale, esperienza che lo portò nel 1988 a partire missionario per gli Stati Uniti dove diventò sacerdote nel New Jersey per poi fare il parroco a Porto Rico ed entrare nella diocesi di New York. E' qui che è morto, al Winthrop University Hospital, sabato 4 aprile, vigilia delle Palme.

In diocesi di Albenga-Imperia è scomparso don Ercole Turoldo della Comunità dei Canonici regolari lateranensi. Fiulano, 70 anni, era in servizio pastorale ad Andora.

In diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola è morto il 24 marzo don Arnaldo Avaltroni, parroco 83enne della chiesa di San Paolo a Torrette di Fano, parrocchia di cui era alla guida dal 1972. Il 25 marzo l'arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado è stata privata di don Cristoforo (Nino) Amati, 86 anni, prete dal 1957.

La diocesi di Palermo perde il suo primo prete: don Silvio Buttitta, 83 anni, figura legata alla memoria di Giovanni Paolo II, del quale custodiva una reliquia, e che è morto la sera dello stesso giorno in cui scomparve il Pontefice polacco 15 anni fa.

Primo prete morto a Vittorio Veneto: è don Corrado Forest, 80 anni, ordinato prete dall'allora vescovo Albino Luciani. «Non è male che anche qualche prete prenda questo tipo di malattia per condividere quello che vivono motte altre persone» aveva detto al suo vescovo Corrado Pizziolo durante il ricovero, secondo quanto riferiscono i media locali.

Cremona perde il suo nono prete, ed è una figura molto nota in diocesi: don Alberto Franzini, 72 anni, parroco della Cattedrale. Nato a Bozzolo, il paese di don Primo Mazzolari, del quare era stato anche chierichetto, aveva ricoperto uin gran numero di incarichi di responsabilità in diocesi, tra i quali quello di direttore del settimanale diocesano "La Vita Cattolica".

Primo morto in una diocesi friulana: a 85 anni è deceduto don Enrico Pagani, per 49 anni parroco di Talmassons, in diocesi di Udine.

Un lutto anche a Torino: è morto padre Bruno Castricini, 73 anni, dell'ordine dei Servi di Maria, molto popolare in città per il suo impegno pastorale in due parrocchie del centro: San Pellegrino in corso Racconigi e San Carlo nell'omonima, frequentatissima piazza.

Altre situazioni in Piemonte. Don Pierfranco Chiadò Cutin, 72enne parroco di Bosconero, morto il 31 marzo, apparteneva alla diocesi di Ivrea. Ordinato dal vescovo Luig Bettazzi, ne era anche divenato segretario particolare.

Della diocesi di Mondovì era invece don Erasmo Mazza, 90 anni, deceduto nella casa di riposo di Garessio, nella quale continuava a svolgere il suo ministero, dopo essere stato parroco per oltre mezzo secolo in varie comunità dell'Alta Val Tanaro.

Una vittima anche nella diocesi di Casale Monferrato: don Mario Devecchi, 89 anni, morto il 13 marzo, «un sacerdote buono, zelante, sempre disponibile con i fratelli, amato dalla popolazione per il carattere gioviale», come scrive la diocesi nel suo sito.

Un sacerdote morto per il virus in diocesi di Vercelli: don Fiorenzo Vittone, 81 anni, vicino al Movimento dei Focolari, per molti anni impegnato nella pastorale della salute. Collaborava ancora con il santuario della Vergine del Trompone, nella diocesi eusebiana, e viveva con la Comunità dei Silenziosi Operai della Croce.

In terra piemontese ma nella regione ecclesiastica liguere è la diocesi di Tortona che prima della morte di don Enrico Bernuzzi aveva pianto la scomparsa di don Giacomo Buscaglia, 82enne.

Ben tre i sacerdoti scomparsi in altrettanti giorni attorno a domenica 29 marzo in diocesi di Bolzano-Bressanone, due nella sola giornata di sabato 28, decessi che portano il totale a 4. Aveva 83 anni don Anton Matzneller, nato in Alto Adige, che era stato ordinato sacerdote nella diocesi austriaca di Innsbruck, incardinato poi per 45 anni in un'altra Chiesa locale d'oltreconfine, Gurk-Klagenfurt. Nel 2007 il ritorno in Italia. All'età di 71 anni si è spento don Reinhard Ebner, già missionario in Brasile, in servizio pastorale poi nelle comunità di Laives, Vipiteno e Dobbiaco. Il giorno prima era morto a 85 anni don Heinrich Kamelger, già parroco in Bassa Atesina e in Val d'Isarco. Si aggiunge a don Salvatore Tonini, 84enne di origini trentine, collaboratore pastorale a Bolzano, vicino al Movimento dei Focolari.

Quattro i sacerdoti scomparsi in diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato. L'ultimo è stato don Franco Sciaccaluga, 93enne. Decano del clero spezzino, goveda di buona salute finché non è stato contagiato dal Covid. Esperto e cultore di canto gregoriano, ha anche diretto il coro in cattedrale. Prima di lui era mancato don Giovanni Tassano, 83 anni, direttore del Centro missionario diocesano, primo "fidei donum" della diocesi del Levante ligure, parroco in Burundi per 17 anni e per altri 8 in Congo, realtà nelle quali ha superato epidemie, guerre e povertà estrema. Si aggiunge ai due lutti recenti per don Piergiovanni Devoto, 76 anni, parroco e latinista insigne; e don Nilo Gando, 89 anni, nato a Monterosso, parroco in varie comunità e in ultimo assistente diocesano delle Confraternite.

Con l'ultimo decesso salgono dunque a 9 i sacerdoti morti della diocesi di Cremona. Le due perdite riguardano altrettante figura di fidei donum cremonesi che hanno speso una parte significativa della loro vita in missione. Si tratta di don Arnaldo Peternazzi, 86 anni, 12 dei quali trascorsi in Brasile; e di don Francesco Nisoli, 71enne, che nel grande Paese sudamericano ha passato addirittura 30 anni. La prima, grave perdita per la diocesi lombarda era stata quella del giornalista don Vincenzo Rini, grande amico di Avvenire, protagonista della storia dei media cattolici italiani, 75 anni, seguita a breve da don Mario Cavalleri, ben 104 anni, per un trentennio alla guida della “Casetta”, realtà di accoglienza per poveri, tossicodipendenti e profughi. A loro si sono aggiunti pochi giorni dopo monsignor Giuseppe Aresi, 91 anni, canonico onorario e poi penitenziere della Cattedrale, e don Albino Aglio, 93 anni, dal 1993 al 2002 parroco di Sant'Imperio, in città. Addio anche a don Achille Baronio (84 anni) confessore in cattedrale, ex parroco di vari paesi, ora presso la Parrocchia di Sant'Abbondio in Cremona; e a don Vito Magri, 88enne, morto presso la Fondazione Caimi di Vailate. Sacerdote cooperatore di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio per 11 anni, era e poi rimasto presso il santuario mariano fino al 2017. Il vescovo lo ricorda per «l'’impegno quotidiano nella preghiera per la nostra Chiesa».

Tre i lutti della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. L'ultimo lutto è quello di don Efrem Giovanelli, parroco emerito di Borzano d’Enza, Compiano e Vedriano. Aveva 81 anni, era stato anche maestro elementare. Prima di lui, alla morte di don Guido Mortari, 83 anni, per mezzo secolo alla guida della stessa parrocchia cittadina, Sant'Agostino, è seguita quella di don Emilio Perin, 91enne storico parroco (dal 1969 al 2006) di Gesù Buon Pastore a Reggio. Vicentino di origine, era sacerdote da 68 anni. Di lui sui ricorda che guidò la parrocchia cittadina quando ancora la chiesa era ospitata nell'ex stalla di una casa colonica, costruendo di fatto la comunità della quale si può dire che conosceva tutti.

A Brescia sono morti in tre: don Giuseppe Toninelli, 79 anni, una lunga vita di ministero in tante parrocchie, e monsignor Domenico Gregorelli, 86 anni, ordinato a Firenze, poi passato a Fermo (dov'era stato canonico della cattedrale dal 2003) e dal 2008 era in diocesi di Brescia. Morto anche don Giovanni Girelli, 72 anni, in servizio nell’unità pastorale di Orzinuovi, cittadina falcidiata dal Covid–19.

La diocesi di Parma ha perso 7 preti: don Giorgio Bocchi e don Pietro Montali (entrambi 89enni), don Andrea Avanzini (il prete più giovane che risulta morto sinora con i suoi 55 anni, contagiato probabilmente dalla madre anziana, positiva, con la quale viveva) e il 94enne don Franco Minardi, che fu secondo direttore della Caritas diocesana. Martedì 17 è deceduto don Fermo Fanfoni, 82 anni. Due giorni dopo è morto don Giuseppe Fadani, 83 anni, alla guida della parrocchia di Carignano, alle porte di Parma. L'8 aprile, infine, se n'è andato don Giuseppe Canetti, 89 anni, già vicario parrocchiale di Colorno, ormai ritirato presso la Casa del Clero.

Era della diocesi di Pavia don Luigi Bosotti, della Comunità Casa del Giovane. 70 anni, ha dedicato tutta la vita ad accompagnare nella vita e nella fede le giovani generazioni.

Un totale di 6 preti strappati dal virus in diocesi di Piacenza-Bobbio, che piange don Paolo Camminati, 53 anni, a lungo responsabile della pastorale giovanile, protagonista di alcune Gmg, già collaboratore di Avvenire, ora assistente spirituale dell'Azione Cattolica diocesana (qui potete leggerne un ricordo più approfondito).

Dolore anche per la morte di don Giuseppe Castelli, 85 anni, pioniere delle missioni diocesane in Brasile. Partito per Paragominas nel 1964, dove rimase 11 anni, dopo un periodo come parroco a Piacenza tornò in missione alla fine degli anni Novanta, per poi rientrare in patria. Figura assai nota nella sua diocesi per l’impegno accanto ai più emarginati è quella di don Giorgio Bosini, 79 anni, fondatore del Ceis locale (oggi associazione La Ricerca onlus), già molto malato e del quale dunque è ancora difficile ricondurre con certezza la morte al virus, al pari dei due gemelli don Mario e don Giovanni Boselli, 87 anni, incredibilmente morti a pochi giorni di distanza. Certamente ucciso dal contagio don Giovanni Cordani, 83 anni, parroco di Rivergaro, a lungo insegnante.

Della diocesi di Lodi, con 5 morti, era don Carlo Patti, 66 anni, parroco di Borghetto Lodigiano e Casoni dove era appena arrivato, nell'ottobre 2019; don Gianni Cerri, spirato a 85 anni; don Giovanni Bergamaschi, che si è spento a 85 anni presso la Casa di riposo di Sant'Angelo Lodigiano dove risiedeva dal 2017; e don Bassiano Travaini, 88 anni, collaboratore pastorale a Sant'Angelo Lodigiano, attivamente impegnato a servizio degli ammalati e degli anziani della città.

A Mantova una vittima: è spirato don Antonio Mattioli, 74 anni, già rettore del Seminario diocesano.

Nei primi giorni della pandemia Trento ha pianto un sacerdote anziano ma ancora dinamico come don Luigi Trottner, 86 anni, parroco di Campitello in Val di Fassa.

E' stata la diocesi di Salerno-Campagna-Acerno a dover contare il primo sacerdote del Sud morto a causa del contagio. Si tratta del parroco di Caggiano don Alessandro Brignone, appena 45 anni, è morto nella notte tra 18 e 19 marzo all'ospedale di Polla.

Al Sud ha perso la vita anche don Antonio Di Stasio, 85 anni, parroco della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

La diocesi di Nuoro aveva registrato il primo sacerdote sardo ucciso da coronavirus (ma ora si è aggoiunto un secondo prete): don Pietro Muggianu, uno dei due preti diocesani colpiti dal virus che si trovavano in rianimazione. Nato a Orgosolo, 83 anni, canonico onorario del Capitolo della Cattedrale, tra i suoi innumerevoli incarichi pastorali sia sul territorio barbaricino sia in Curia merita di essere ricordato il suo servizio come insegnante nei licei. A lui si è poi aggiunto don Giovanni Melis, 72 anni. Sposato, diacono permanente, rimase vedovo. Divenne sacerdote nel 2004. E' stato vice parroco di San Paolo in Nuoro, poi parroco di Sarule e Lodè (2012-2016). Negli ultimi anni collaborava nelle parrocchie di San Francesco e di San Paolo a Nuoro.

Per segnalare aggiornamenti sui sacerdoti e i consacrati scomparsi per effetto del contagio: f.ognibene@avvenire.it. Grazie

(Hanno collaborato Chiara Genisio, Barbara Sartori, Diego Andreatta, Egidio Banti, Maria Chiara Gamba, Maria Cecilia Scaffardi, Emilia Flocchini)

 

 

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