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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
DOCUMENTI MATRIMONIALI NEL TEMPO DEL CORONA VIRUS
Quesito: I documenti matrimoniali hanno sei mesi di validità. Nell’attuale situazione di
emergenza ci sono proroghe?

 
Risposta: Vediamo innanzitutto quali sono i documenti necessari alla celebrazione del matrimonio
concordatario, che devono essere acquisiti dal parroco per l’istruzione della pratica matrimoniale:
A. Certificati civili:
 Certificato contestuale, che contiene nello specifico le seguenti informazioni anagrafiche:
nascita, residenza, cittadinanza, stato di famiglia, stato civile, iscrizione alle liste elettorali, in
carta libera;
 In alternativa è sufficiente il certificato di nascita, il certificato di residenza e di stato libero,
sempre in carta libera.
 Eventualmente potrà essere richiesto il certificato di morte del precedente coniuge, se uno dei
nubendi è vedovo; il certificato di divorzio, se uno dei due è divorziato; il certificato di
cittadinanza se uno o entrambi sono stranieri extracomunitari.
B. Certificati canonici:
 Certificato di battesimo ad uso matrimonio;
 Certificato di cresima;
 Attestazione rilasciata al termine del corso prematrimoniale;
 Eventualmente potrà essere richiesto decreto di esecutività della sentenza di nullità di
matrimonio, qualora uno avesse chiesto ed ottenuto 1 la dichiarazione di nullità di un precedente
matrimonio; decreto con il quale è rimosso il c.d. vetitum eventualmente apposto alla sentenza
di nullità di matrimonio; decreto con il quale è concessa la dispensa dal celibato sacerdotale, nel
caso l’uomo fosse stato precedentemente ordinato sacerdote; richiesta dei genitori del nubente
qualora questi sia minorenne.
Relativamente ai documenti civili, si ricorda che i c.d. “certificati storici” rilasciati dall’autorità
statale non hanno alcuna scadenza. Così, ad esempio, il certificato di nascita e quello di morte,
in quanto, come evidente, attestanti fatti non modificabili nel tempo.
A questi si può paragonare il certificato di divorzio.
Al contrario gli altri, ovvero quelli che attestano situazioni di fatto modificabili nel tempo,
hanno scadenza di 6 mesi, il che significa che trascorso tale termine il certificato non sarà più
valido.
1 Si ricorda che non è lecito che il parroco inizi l’istruttoria matrimoniale, ovvero la raccolta dei documenti necessari
alla celebrazione del matrimonio, prima del decreto di esecutività della sentenza di nullità.
Purtuttavia il DPR n. 445 del 28 dicembre 2000 ha autorizzato la parte interessata (nel nostro
caso il nubente) a autocertificare che quanto risulta dal documento “scaduto” non è mutato nel
frattempo, permettendone quindi la validità erga omnes.
Tale “sanazione” trova ora ulteriore sostegno nel DL n. 18 del 17 marzo 2020, collegato alle
misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus, che proroga al 31 agosto 2020 i documenti
amministrativi in scadenza dopo il 18 marzo.
Per quanto riguarda i documenti religiosi, di per sé il Codice di Diritto Canonico non prevede
alcun tipo di scadenza.
Ciononostante il certificato di battesimo ad uso matrimonio non è pienamente assimilabile ad un
c.d. “certificato” storico”, dovendosi in esso annotare non solo il “fatto storico ed immutabile”
del battesimo, ma anche eventuali nuove e sopravvenute modifiche canoniche (es. matrimonio,
sacramento dell’ordine, abbandono formale della Fede ecc.).
Esso quindi è valido, a norma dell’art. 7 del Decreto Generale sul Matrimonio Canonico del
5.11.1990, entro il termine dei 6 mesi. Termine che, in mancanza di una precisa normativa
universale e/o particolare, non può essere sanato né da un’autocertificazione tantomeno dal
ricorso al DL 18/2020.
Se però per vari motivi non è possibile reperire la certificazione di battesimo, è «sufficiente la
dichiarazione di un solo testimone al di sopra di ogni sospetto o il giuramento dello/a stesso/a
battezzato/a, se ha ricevuto il battesimo in età adulta” (can. 876). Non sembra che l’attuale
situazione emergenziale sia ricompresa in questa fattispecie, atteso che non vi è una vera
impossibilità, ma, al massimo, una mera difficoltà. Il certificato, infatti, potrà essere
agevolmente spedito in busta chiusa attraverso la posta o un corriere.
Non mancano, infine, legislazioni particolari che prevedono la possibilità di presentare un
certificato di battesimo “scaduto” accompagnato dalla dichiarazione giurata di due probi viri
che confermino il battesimo e lo stato libero. 2
Relativamente al certificato di cresima, infine, non sono infrequenti le diocesi che abbiano
stabilito come esso possa essere sostituito da una dichiarazione giurata dell’interessato (can.
894) da sottoscriversi, come di consueto, presso il cancelliere di Curia o presso un qualsiasi
parroco.
Alessia Gullo
Avvocato rotale e della Curia Romana
 
 
2 La Diocesi di Roma, ad esempio, nella Guida per lo Svolgimento della Pratica Matrimoniale del 1997, prevede questa
facoltà nel caso in cui il battesimo sia stato celebrato all’estero.