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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
LETTERA DEL PRESIDENTE FACI AI SACERDOTI

                                                                        il presidente

 

                                                                                                                            Roma, 30 marzo 2020

 

 

 

       Eccellentissimi Vescovi e Reverendissimi Confratelli Sacerdoti di tutta Italia,

 

mentre la Quaresima sta volgendo al termine, il pensiero della FACI va a tutti voi, abbiamo vissuto un tempo difficile di penitenza, un tempo che nessuno di noi avrebbe mai immaginato, un tempo che non eguali nella storia, un tempo in cui insieme alla nostra gente siamo messi a dura prova. E purtroppo la Pasqua non sarà diversa la dovremo vivere ancora in isolamento, senza celebrazioni pubbliche, senza la S. Messa Crismale momento cosi importante per la nostra vita di Sacerdoti. Ma proprio in questi momenti di sofferenza e di difficoltà ci sentiamo più vicini, nella debolezza del fisico e magari dello spirito, sentiamo la forza della Fraternità Sacerdotale che ci unisce, non siamo mai soli e se con la nostra gente dobbiamo mostrarci forti e capaci di infondere coraggio, tra noi possiamo anche prenderci la libertà di sfogare la nostra debolezza e lascare andare le nostre lacrime. Molti di voi sono stai colpiti dal virus, e hanno attraversato o stanno attraversando un momento difficile, in molte diocesi sono morti dei confratelli che nessuno ha potuto accompagnare nell’ultimo viaggio, e tutti noi stiamo sperimentando la sofferenza di non poter annunciare il Vangelo attraverso la Liturgia, l’incontro personale con la gente, la cura degli ammalati e degli anziani, la catechesi dei piccoli e dei giovani, il sostegno alle famiglie, insomma ci sentiamo davvero come l’equipaggio di una barca nel pieno di una tempesta mia vista prima. Allora cerchiamo e troviamo rifugio nella Famiglia sacerdotale, siamo uniti nella preghiera, ogni celebrazione eucaristica anche se fatta in solitudine sia, nello spirito, una concelebrazione, da nord a sud di questo nostro amato paese un solo Altare a cui saliamo per offrire il Sacrificio di Cristo pegno e garanzia della nostra salvezza e del popolo che ci è affidato, una sola preghiera di suffragio per i nostri morti, una sola comunione che ci unisce e ci rende forti e da sollievo alla tristezza. Carissimi ed amatissimi Confratelli, i consiglieri, i delegati regionali ed il sottoscritto vorremo potervi raggiungere con un abbraccio ideale per condividere con voi questi momenti, vorremo poter condividere con voi le preoccupazioni e le tristezze e con voi poter cantare, anche se sommessamente, l’Exultet della veglia Pasquale, lo facciamo attraverso questa lettera, sono solo parole ma esprimono tutto l’affetto che ci lega gli uni gli altri memori delle Parole del Signore Gesù amato e benedetto: “affinché  siano una cosa sola…” e lo siamo realmente! Nella Fraternità sacerdotale condividiamo tutto gioie e dolori… e se è vero che nella condivisione la gioia si moltiplica, è altrettanto vero che il dolore si dimezza! Vi siamo vicini, a tutti voi ai vostri cari e alle vostre amate comunità auguriamo di vivere una Pasqua il più possibile serena, la luce del Signore risorto ci illumini, ci riscaldi il cuore e ci faccia guardare al futuro con rinnovata speranza ed entusiasmo.

Sentiamoci vicini, stretti gli uni agli altri per “ESSERE UNA COSA SOLA!!!”

 

                                                                                                              Con affetto nel Signore

 

                                                                                                                 D. Maurizio Giaretti

                                                                                                                          I consiglieri

                                                                                                                    I delegati regionali