|  |  |  |  |  |  | 

 
Chi siamo Attivit√† Liturgia Pubblicazioni Notizie Area Riservata



Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
COVID 19 La sospensione degli ADEMPIMENTI DL 18/2020 ART. 62 DECRETO CURA ITALIA autore Dott. Federico Rossi
Roma, lì 03/04/2020
 
COVID 19 DL 18/2020 ART. 62 DECRETO CURA ITALIA
 
La sospensione degli ADEMPIMENTI
(DL 18/2020 art. 62 - Decreto Cura Italia)
Di seguito andiamo a riportare i principali adempimenti che il Decreto 18/2020 ha di fatto
sospeso (cfr. Circolare di Studio 12/2020), rimandandoli a un termine successivo, avuto
riguardo alla particolarità e gravità del momento COVID-19. Pertanto, prenderemo ad
esame, i diversi profili di adempimenti, partendo dall’IVA, per arrivare via via alle diverse
tipologie di tributo, riservandoci al contempo di fornire successivamente dei Focus specifici
sui singoli aspetti, laddove emergeranno novità di rilievo.
Si anticipa tuttavia fin d’ora che le date che verranno riportate nella circolare, come ora
evidenziate dal DL 18/2020, potranno (come già anticipato) subire slittamenti in avanti in
sede di conversione del decreto medesimo in vigore dal 17 marzo 2020.
 
Adempimenti IVA
Secondo quanto previsto dall’articolo 62, comma 1, D.L. 18/2020 (c.d. decreto “Cura
Italia”), per tutti gli Enti Religiosi che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede
operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari (diversi dai
versamenti e dall’effettuazione delle ritenute) che scadono nel periodo compreso tra l’8
marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
Gli adempimenti sospesi dovranno essere effettuati entro il prossimo 30 giugno 2020,
senza applicazione di sanzioni.
Purtroppo, malgrado le tante pressioni di questi ultimi giorni, per espressa previsione
normativa, è restato invece fermo quanto previsto dall’articolo 1 D.L. 9/2020, recante
disposizioni riguardanti i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020, con
conseguente obbligo di presentazione – entro lo scorso 31 marzo 2020 – delle CU
(Certificazioni Uniche). Resta altresì ancorato al termine di presentazione del modello
770/2020 (anno 2019) il rilascio delle CU relative al lavoro autonomo (Avvocati,
Commercialisti, ....), ciò in quanto detti soggetti non sono tenuti alla presentazione del 730
precompilato.
Tornando comunque a quanto oggetto di trattazione, ci concentreremo sulla sospensione
degli adempimenti previsti relativamente all’Iva, provando a individuare quali di essi
potranno essere rimandati al prossimo 30 giugno 2020, tenuto conto delle perplessità e
dubbi che parte della dottrina hanno già evidenziato.
Sul piano soggettivo la disposizione in questione riguarda tutti gli Enti Religiosi presenti,
come detto, sul territorio italiano, ovviamente che svolgono attività commerciale ed
indipendentemente dal regime tributario adottato (contabilità “semplificata”, contabilità
“ordinaria”), senza alcuna correlazione all’ammontare dei ricavi ed indipendentemente dal
fatto che, dette attività, sono state costrette a rimanere chiuse ovvero hanno continuato ad
operare in questo periodo. Si tratta pertanto di una sospensione al 30/06/2020 di natura
generalizzata.
Sotto il profilo oggettivo la norma, purtroppo, non fornisce specificazioni in merito a ciò
che debba intendersi per “adempimento tributario”, così creando ovvie difficoltà di
interpretazione.
Ciò che risulta assolutamente certo, poiché previsto dalla norma, è il fatto che la
sospensione in oggetto non riguarda i versamenti e l’effettuazione delle ritenute alla
fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, per i quali il
decreto “Cura Italia” prevede una disciplina ad hoc.

 
Con specifico riferimento agli adempimenti previsti dalla normativa Iva va evidenziato che,
ai sensi dell’articolo 62 in esame, risulta innanzitutto prorogato:
- il termine per la presentazione della DICHIARAZIONE ANNUALE IVA relativa
al 2019, in scadenza il prossimo 30 aprile. La dichiarazione Iva 2020 potrà dunque essere
presentata entro il prossimo 30 giugno 2020, senza l’applicazione di sanzioni.
Il posticipo del termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva potrebbe
risultare particolarmente utile.
Infatti, gli Enti Religiosi avranno a disposizione un più lungo periodo (fino al 30 giugno 2020)
per effettuare, su base volontaria, degli ulteriori versamenti Iva relativi al 2019, qualora
avessero riscontrato omissioni e/o errori (quindi non in base ad “avviso bonario” o a
“cartella di pagamento”), che potranno essere indicati nel quadro VL del modello IVA
2020, consentendo la regolarità della dichiarazione IVA, nonché in alcuni casi
l’emersione dell’effettivo credito Iva spettante.

 
Pertanto, come già sopra evidenziato, al maggior termine per la trasmissione della
dichiarazione Iva risulta correlata la possibilità di effettuare eventuali versamenti con
ravvedimento operoso che, in base al comma 1, lett. b), dell’articolo 13 D.Lgs.
472/1997, consentiranno di ridurre ad un ottavo del minimo le sanzioni per eventuali
versamenti tardivi.
________________
 
Tra gli ulteriori adempimenti Iva che risultano prorogati al 30 giugno 2020 vi è la:
- presentazione del MODELLO IVA TR relativo al primo trimestre 2020 (il modello
è stato recentemente approvato con le relative istruzioni di compilazione a seguito
del provvedimento n. 144055/2020 del 26 marzo 2020), da utilizzare per richiedere a
rimborso o utilizzare il credito Iva trimestrale/infrannuale, il cui termine di presentazione
telematica era originariamente fissato al prossimo 30 aprile.

 

________________
 
Risulta inoltre posticipato al 30/06/2020 anche il termine di trasmissione del :
- c.d. “ESTEROMETRO”, di cui all’articolo 1, comma 3-bis, D.Lgs.
127/2015, relativo al primo trimestre 2020, in scadenza il prossimo 30 aprile 2020. In
relazione a tale adempimento si ricorda che l’articolo 16, comma 1-bis, D.L. 124/2019 ha
stabilito, a partire dal 2020, che la trasmissione telematica di tale modello non deve più
avvenire in forma mensile ma su base trimestrale (in particolare, entro la fine del mese
successivo al trimestre di riferimento). Ricordiamo in questa sede l’opportunità per tutte
le operazioni di vendita di “passare” attraverso lo SDI, così da lasciare in Esterometro solo
le eventuali operazioni di acquisto dall’estero. A proposito di quanto appena sopra riportato,
si ricorda che l’articolo 16 D.L. 124/2019 ha modificato l’articolo 1, comma 3-bis, D.Lgs.
127/2015: a decorrere dall’anno 2020 i soggetti passivi IVA(Enti ReligiosiI - parte
commerciale) trasmettono trimestralmente, entro la fine del mese successivo al
trimestre di riferimento, all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione
di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti
nel territorio dello Stato.
 
La trasmissione telematica è effettuata tenendo conto
della data del documento per le fatture emesse e della data di ricezione del documento
comprovante l’operazione per le fatture ricevute; per data di ricezione si intende la data di
registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva. Da quest’anno
le scadenze trimestrali per l’invio della comunicazione delle operazioni transfrontaliere
diventano:
• primo trimestre – 30 aprile 2020 (sospeso fino al 30 giugno 2020);
• secondo trimestre – 31 luglio 2020;
• terzo trimestre – 31 ottobre 2020;
• quarto trimestre – 31 gennaio 2021.
________________
 
Ancora, risulta posticipato al 30 giugno 2020 anche:
• il termine di trasmissione della LIQUIDAZIONE PERIODICA IVA relativa al “primo
trimestre 2020” (in scadenza il prossimo 31 maggio). Si ricorda che l’obbligo di invio
della LIQUIDAZIONE non ricorre in assenza di dati da indicare, mentre sussiste, in
ogni caso, nell’ipotesi in cui occorra evidenziare il riporto di un credito proveniente
dal periodo precedente.
________________
 
Risulta posticipato al 30 giugno 2020 anche presentazione:
• modelli INTRASTAT mensili (scadenze del 25 marzo 2020, del 27 aprile 2020 e del
25 maggio 2020) e trimestrali (in scadenza il 27 aprile 2020) (sul posticipo dei
modelli Intrastat si veda anche il comunicato dell’Agenzia delle Dogane dello
scorso 20 marzo 2020). Con riferimento ai modelli Intra, infatti la proroga ha
trovato conferma con un comunicato stampa del 20 marzo 2020 della Direzione
delle Dogane, secondo cui rientra nella sospensione dei termini anche la scadenza
della presentazione telematica degli elenchi riepilogativi delle operazioni
intracomunitarie (Modelli Intra) di cui all’articolo 50, comma 6, D.L. 331/1993,
convertito con modificazioni, dalla Legge 427/1993. Tale adempimento sospeso è
effettuato entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni. La sospensione fa
riferimento agli elenchi riepilogativi delle cessioni (Intra-1 bis) e degli acquisti
intracomunitari di beni (Intra-2 bis), oltre a quelli dei servizi resi (Intra-1 quater) e
ricevuti (Intra-2 quater) che ordinariamente devono essere presentati all’Agenzia
delle dogane, esclusivamente in modalità telematica, entro il giorno 25 del mese
successivo al mese o trimestre di riferimento.
________________
 
FATTURAZIONE ELETTRONICA (?)
Dubbi vi sono invece sulla sospensione del termine dei 12 giorni per la trasmissione
delle fatture elettroniche per operazioni con momento di effettuazione che cade
nel periodo 8 marzo 2020-31 maggio 2020; per rispondere al dubbio occorrerebbe
comprendere se l’adempimento in questione sia da considerarsi o meno “adempimenti
tributario” ai sensi dell’articolo 62, comma 1, D.L. 18/2020. Da un lato, l’emissione della
fattura rientra indubbiamente tra gli “adempimenti tributari”, in quanto è previsto come
obbligo da una norma tributaria (l’articolo 21 del D.P.R. n. 633/72); in questo senso, quindi,
la proroga al 30 giugno dovrebbe riguardare anche tale adempimento. Sotto altro punto di
vista, tuttavia, la fattura rappresenta il documento che – in caso di operazioni imponibili –
determina l’insorgenza del debito Iva, in capo all’emittente, e del correlato diritto alla
detrazione per il cessionario/committente; riguarderebbe, in altri termini, il rapporto tra
cedente/prestatore e cessionario/committente e, in questo senso, potrebbe non essere
considerato un adempimento tributario “verso lo Stato” e, in quanto tale, non sarebbe
posticipabile.
A nostro avviso riteniamo, in via prudenziale, procedere all’emissione e trasmissione delle
fatture elettroniche nel rispetto dei 12 giorni previsti per legge, senza avvalersi di alcuna
sospensione. Qualora successivamente, l’Agenzia delle Entrate confermerà ufficialmente la
sospensione al 30/06/2020, sarà nostra cura comunicarla con la massima urgenza.

 
REGISTRATORE TELEMATICO: “regime transitorio” (1/1/2020 -
30/06/2020)
La previsione di seguito riportata, concerne esclusivamente tutti quegli Enti che a partire
dallo scorso 1° Gennaio 2020, si dovevano dotare per legge di Registratore Telematico, ma
hanno continuato ad avvalersi delle precedenti procedure. Tale possibilità, definita con il
termine di “regime transitorio” poteva e può riferirsi esclusivamente al primo semestre
2020, ovvero dal 1/1/2020 al 30/06/2020. Per tali Enti Religiosi, che si sono avvalsi di tale
regime transitorio, in questo primo semestre 2020, vige l’obbligo, in ogni caso di procedere
alla trasmissione telematica delle operazioni compiute in ciascun mese, entro la fine del
mese successivo. Parte della dottrina, propende per la spettanza, in simili situazioni, di una
proroga al 30 giugno 2020. Sostenendo così la possibilità per tali Enti, in “regime
transitorio”, di trasmettere telematicamente i corrispettivi relativi ai mesi di febbraio (in
scadenza entro il 31 marzo 2020), di marzo (in scadenza entro il 30 aprile 2020) e di aprile
(in scadenza entro il 31 maggio 2020), entro il prossimo 30 giugno 2020.
A nostro avviso riteniamo, in via prudenziale, procedere comunque, laddove possibile, alla
trasmissione telematica secondo le ordinarie scadenze fissate per legge, come sopra
riportate, senza avvalersi di alcuna sospensione. Qualora successivamente, l’Agenzia delle
Entrate confermerà ufficialmente la sospensione al 30/06/2020, sarà nostra cura
comunicarla con la massima urgenza.
Al fine di non generare confusione, si ribadisce che le considerazioni sopra esposte valgono
per coloro che come detto, non avendo ancora installato il registratore telematico, si sono
avvalsi della procedura possibile per il primo semestre 2020 (c.d. “regime transitorio”).
E’ evidente che per tutti coloro che sono già in possesso di registratore telematico e già
a partire dal 1° gennaio 2020 emettono il documento commerciale, visto l’automatismo nella
trasmissione telematica, riteniamo che laddove l’attività risulti “aperta”, in questo periodo, la
memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi continui ad avvenire secondo i
termini stabiliti per legge, ovvero entro 12 giorni.
Per quanto concerne tutte le attività in questo momento “chiuse”, dotate di registratore
telematico, la chiusura giornaliera non si rende obbligatoria. A tale riguardo si rimanda
al paragrafo successivo.
 
REGISTRATORE TELEMATICO: Attività chiusa e scontrino giornaliero!
In primo luogo occorre evidenziare che una specifica caratteristica del Registratore telematico,
consiste nella comunicazione all’Amministrazione finanziaria anche dei dati relativi alle
giornate di chiusura. Nelle specifiche tecniche, modificate in ultimo con il provvedimento
dell’Agenzia delle Entrate del 20 dicembre 2019 n. 1432217, viene, infatti, precisato che in
caso di interruzione dell’attività cagionata da:
- chiusura settimanale o domenicale;
- chiusura per eventi eccezionali (è il caso di COVID-19);
- ferie;
- attività stagionale;
- altre ipotesi che non siano dovute a malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio.
il registratore telematico elabora e trasmette un unico file comprendente “la totalità dei dati
(ad importo zero) relativi al periodo di interruzione”, in ordine ai quali l’Ente non ha
effettuato la chiusura giornaliera. L’invio verrà operato in occasione della “prima
trasmissione successiva” ovvero dell’ultima “trasmissione utile” qualora l’Ente sia in grado
di conoscere il periodo di sospensione (cfr. specifiche tecniche per la memorizzazione
elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri versione 9.0).
La grave situazione di emergenza legata al coronavirus, vissuta in questi giorni dal nostro
Paese, è senza dubbio un evento eccezionale che comporta, per effetto del DPCM 11
marzo 2020, la chiusura forzata o meno di alcune attività degli Enti Religiosi. Per quanto
sopra specificato, il Registratore telematico procederà, quindi, autonomamente alla
trasmissione dei corrispettivi relativi ai giorni di chiusura – con importo zero – alla
ripresa dell’attività, non potendo in questo caso, purtroppo, conoscere il periodo di
chiusura.
Tali indicazioni hanno trovato conferma nella FAQ pubblicata dall’Agenzia delle Entrate,
nell’area dedicata all’assistenza on line del portale “Fatture e Corrispettivi”.
L’Amministrazione finanziaria ha altresì precisato che, “in alternativa”, l’Ente (o
l’intermediario da questi delegato), accedendo alla propria area riservata può modificare lo
stato del registratore telematico “da «IN SERVIZIO» a «FUORI SERVIZIO»”; sarà lo stesso
registratore che, “al momento della sua riaccensione e successiva prima chiusura di cassa
il giorno della riapertura, imposterà automaticamente il suo «stato» da «FUORI SERVIZIO»
a «IN SERVIZIO»”.
Attenzione - Diverso è il caso degli Enti Religiosi che, avendo registrato, nel 2018, un
volume d’affari non superiore a 400.000 euro, si trovano ancora nel periodo semestrale di
“moratoria” (“regime transitorio”) previsto dall’art. 12-quinquies comma 1 del DL 30 aprile
2019 n. 34 e non hanno ancora adottato o messo in servizio il Registratore telematico. Tali
operatori, che sino al prossimo 30 giugno 2020, trasmettono i dati dei corrispettivi telematici
entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, possono
adottare la c.d. “soluzione transitoria”. Secondo quanto precisato dall’Amministrazione
finanziaria nel corso dell’incontro organizzato lo scorso 11 febbraio 2020 dal CNDCEC, in
tal caso non occorrerà trasmettere anche gli importi (“a zero”) delle giornate di
chiusura, ma soltanto quelli annotati, per il periodo di attività, sul registro dei corrispettivi di
cui all’art. 24 del DPR 633/72. A questo proposito si ricorda che l’Ente Religioso o
l’intermediario da questi incaricato, dovrà accedere alla propria area riservata e, nella
sezione dedicata ai corrispettivi, generare il file con i dati di riepilogo giornalieri, che dovrà
essere inviato, inserendo: - la data, - l’aliquota IVA o, in alternativa, la natura dell’operazione
o l’adozione del metodo della “ventilazione”; - l’imponibile e l’imposta. Successivamente
sarà possibile controllare il file, sigillarlo e procedere alla sua trasmissione (per il rinvio al
30/06/2020 vedasi paragrafo precedente).
 
REGISTRATORE TELEMATICO: possibilità di procedura “online” in
sostituzione del registratore
Al fine di adempiere l’obbligo di cui all’art. 2 del DLgs. 127/2015 è possibile adottare, in
alternativa al Registratore telematico, la procedura, proposta dall’Agenzia delle Entrate, di
generazione del documento commerciale on line (c.d. “procedura web”). In questo caso
l’Ente predispone il suddetto documento e, contestualmente alla sua generazione,
memorizza e trasmette all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi dell’operazione
effettuata. Pur considerando che tale procedura difficilmente verrà adottata da quelle attività
che rilasciano un consistente numero di “scontrini elettronici”, può tuttavia essere utile,
in quei casi in cui l’attività sia assolutamente sporadica e limitata ad alcune giornate di
apertura, anche sottolineando il fatto che il meccanismo stesso di funzionamento non
prevede la trasmissione di “importi zero” nelle giornate di chiusura.
________________
 
PROCESSO TRIBUTARIO: sospensione dei termini dal 9 marzo al 15 aprile
Tra le varie misure adottate dal D.L. 18/2020, con specifico riferimento al processo
tributario, l’articolo 83, comma 1 prevede, innanzitutto, il rinvio d’ufficio delle udienze a
data successiva al 15 aprile.
Appare evidente come la disposizione citata, giustamente, non operi alcuna
distinzione tra trattazione in camera di consiglio (come quella di sospensione
dell’esecuzione dell’atto) e discussione in pubblica udienza (è il caso dell’udienza di
discussione, ove vi sia apposita istanza di parte).
Il comma 2 del medesimo articolo dispone, poi, la sospensione del decorso dei termini
processuali dal 9 marzo al 15 aprile, pertanto con un effetto iniziale retroattivo rispetto
alla stessa entrata in vigore del decreto (17 marzo 2020).
Ne deriva che, se il termine ha già iniziato a decorrere prima del 9 marzo, il medesimo
resta sospeso nel suddetto periodo di sospensione e ricomincia a decorrere al 16 aprile.
Invece, se il termine inizia a decorrere durante il periodo di sospensione sopra
indicato, l’inizio è differito al 16 aprile (opera in questo caso il medesimo meccanismo di
sospensione che troviamo per l’intero mese di agosto).
Nel caso dei termini a ritroso (deposito di documenti, memorie illustrative e brevi
repliche, che deve avvenire, rispettivamente, fino a venti, dieci e cinque giorni liberi prima
dell’udienza di discussione), è chiaro che detta udienza deve essere fissata dal giudice non
prima del 7 maggio, in modo da consentire alle parti di poter provvedere al deposito dei
documenti il 16 aprile. Diversamente, il termine rientrerebbe nel periodo di sospensione e
non verrebbe rispettato, così come previsto dall’articolo 83, comma 2, secondo
cui: «Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di
sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne
il rispetto».
Occorre in questa sede precisare quanto disposto dal Legislatore, ovvero quanto si può
rilevare dall’esame congiunto dell’articolo 83 (in esame) e quanto previsto dall’articolo 67
D.L. 18/2020.
Infatti da un lato (art. 83), la sospensione del decorso dei termini processuali dal 9 marzo
al 15 aprile riguarda esclusivamente l’Ente Religioso, dall’altro (art. 67), a favore degli enti
impositori è disposta la sospensione dei termini dall’8 marzo al 31 maggio 2020.
Peraltro, in merito all’applicazione della sospensione prevista dall’articolo 83, occorre
arrivare alla lettura del comma 21 della medesima norma, che in chiusura,
stabilisce: «Le disposizioni del presente articolo, in quanto compatibili, si
applicano altresì ai procedimenti relativi alle commissioni tributarie ...».
Di qui, pertanto, l’applicazione, al “processo tributario", del comma 2, secondo cui si
intendono sospesi, sempre dal 9 marzo al 15 aprile, i termini per le impugnazioni e,
in genere, tutti i termini procedurali, con conseguente inclusione anche degli appelli.
________________
 
ATTIVITA’ DI CONTROLLO: sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020
L’articolo 67, al comma 1, stabilisce che:
- “sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di
liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte
degli uffici degli enti impositori”. Fatto salvo, talune fattispecie di controllo, che malgrado la
sospensione risultano ancora attivabili da parte dell’ufficio (controlli art. 36-ter D.P.R.
600/73...)
Si ricorda, in ogni caso, che non è prevista alcuna sospensione per il termine di 20
giorni dalla redazione dell’atto entro cui versare le somme dovute per effetto
dell’Accertamento con Adesione.
Lo stesso articolo, poi, dispone, fatto peraltro di assoluto rilievo, la "proroga biennale” dei
termini di accertamento che scadono entro il 31 dicembre di quest’anno (anno 2015).
Ciò sta a significare che a fronte di un periodo, neanche di 3 mesi (8/3 - 31/5) per il quale
l’Ufficio sospende la propria attività di controllo, allunga il proprio termine di accertamento
di ben 2 anni. Quindi 3 mesi contro 3 anni!!
Ciò significherà pertanto che l’anno di imposta 2015, in scadenza il prossimo 31/12/2020,
potrà essere oggetto di controllo da parte degli organi preposti fino al 31/12/2022 (+ 2 anni).
________________
 
TRIBUTI LOCALI (IMU, TASSA RIFIUTI, ...): vengono sospesi?
Per quanto concerne i Tributi Locali la risposta ad una possibile sospensione assume una
particolare complessità ciò in quanto spetta a ciascun Comune definire l’ambito e i termini
di detta sospensione. Tenuto conto dei circa 8 mila Comuni Italiani, possiamo immaginare
la difficoltà nelle prossime settimane di tenere sotto controllo le varie delibere, e di
conseguenza i diversi siti web ove si spera vengano pubblicate, per garantirci un corretto e
tempestivo aggiornamento.
Detto questo, in questa sede, è nostra cura anticiparvi quella che potrà essere la delibera
circa il rinvio dei termini dei tributi locali per quanto concerne la città di Roma. Di seguito
pertanto li andiamo a riportare, con l’impegno successivamente di fornirvi, come sempre,
ogni tempestivo aggiornamento.

 
Ecco quanto ad oggi, sembra disporre il Comune di Roma:
- il differimento al 16.07.2020 della scadenza, prevista per il 16.04.2020, per il versamento
del Contributo di soggiorno riscosso nel primo trimestre 2020 da parte dei gestori delle
strutture ricettive e degli alloggi ad uso turistico, nonché di ogni altro soggetto responsabile
del pagamento così come qualificato dall’articolo 2-bis del Regolamento sul Contributo di
soggiorno di cui alla deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 32 del 30 marzo 2018;
- il posticipo dell'invio degli avvisi bonari di pagamento (bollette) per TARI 2020, previsti
all'art. 20 del Regolamento sulla TARI di cui alla deliberazione dell'Assemblea Capitolina n.
33 del 30 marzo 2020, indicando per quelli relativi al primo semestre la scadenza del
30.09.2020 e per quelli relativi al secondo semestre la scadenza del 31.12.2020;
- in materia di IMU, TASI, TARI e Contributo di Soggiorno, la sospensione fino al
30.06.2020 dell'invio di avvisi di accertamento, ingiunzioni fiscali o avvisi di pagamento
comunque denominati;
- in materia di IMU, TASI, TARI e tributi soppressi, la sospensione fino al 30.09.2020 dei
termini di versamento delle rate con scadenza dal 01.03.2020 al 30.06.2020 per
avvisi/ingiunzioni già inviati e relative a piani di rateazioni già concordati.
___________________
 
DURC: validità posticipata fino al 15 giugno 2020
Fra le tante innovazioni contenute, nel DL 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. “Cura Italia”) vi è anche
la proroga (art.103) relativa alla validità di:
- “tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi
comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, che
conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”. Con il messaggio INPS n. 1374 del
25/03/2020 e la circolare INAIL n. 11 del 27/03/2020 – viene reso noto che tra gli atti
compresi nella norma rientra senz’altro anche il documento unico di regolarità
contributiva (DURC). In conseguenza di ciò, tutti i DURC on line che riportano quale
“Scadenza validità” una data compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020 (compresi)
conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.
Va notato che, secondo l’INAIL, i documenti relativi ai DURC on line con scadenza nel
periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020 che il sistema renderà disponibili sono
quelli già emessi, che indicano quindi come data di “Scadenza validità” una data compresa
tra il periodo predetto. Non è, infatti, possibile, precisa l’Istituto, modificare nei
documenti in formato pdf la scadenza originaria della validità, in quanto il numero di
protocollo, che distingue ogni richiesta di regolarità contributiva e ogni documento unico di
regolarità contributiva emesso, deve individuare univocamente un solo documento in
formato pdf, anche al fine di prevenire la contraffazione e la falsificazione dei documenti in
questione. Ciò nonostante, il documento dovrà intendersi valido fino al 15 giugno, poiché
all’ordinaria valenza del DURC si è sovrapposto ex lege il disposto del DL 18/2020 e quindi
chiunque lo riceverà non potrà chiederne un altro. Va ovviamente precisato che ove l’Ente
non sia in condizione di regolarità, non abbia un DURC con scadenza tra il 31 gennaio e il
15 aprile o nel caso venga richiesto un DURC on line, il caso è trasmesso dal sistema alla
sede competente per l’apertura dell’istruttoria.
 
CARTA DI IDENTITA’: validità posticipata al 31 agosto 2020
Nell’ambito delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art.
104 del decreto legge n.18 del 17 marzo 2020 (“Proroga della validità dei documenti di
riconoscimento”) , entrato in vigore il 17 marzo 2020, ha previsto che “La validità ad ogni
effetto dei documenti di riconoscimento e di identità di cui all’articolo 1, comma 1, lettere c),
d) ed e), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rilasciati da
amministrazioni pubbliche, scaduti o in scadenza successivamente alla data di entrata in
vigore del presente decreto è prorogata al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio
resta limitata alla data di scadenza indicata nel documento”.
A tal riguardo, per quanto di competenza, si evidenzia che la norma in esame proroga al 31
agosto p.v. la validità delle carte d’identità scadute senza che rilevi la durata del periodo
trascorso dalla data di scadenza, o delle carte in scadenza dopo l’entrata in vigore del
decreto legge.
La proroga riguarda sia le carte d’identità emesse su supporto cartaceo che quelle
elettroniche (c.d. “CIE 2.0”) emesse, ai sensi del Decreto 8 novembre 2007 del Ministro
dell’Interno di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, fino all’anno 2017.
 
 
 
 
autore Dott. Federico Rossi