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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
Coronavirus. Si alle camminate vicino casa genitore-figlio. No allo jogging

A distanza di venti giorni dalle prime restrizioni sugli spostamenti, una nuova circolare del Viminale precisa ulteriormente l’interpretazione delle limitazioni attualmente in vigore. Il documento – tre pagine firmate dal capo di gabinetto del ministero Matteo Piantedosi – è indirizzato ai prefetti e contiene «chiarimenti in merito a profili applicativi in tema di divieto di assembramento o di spostamenti di persone», legati alle norme per contenere il contagio da coronavirus.

Il testo scioglie anzitutto uno dei dubbi principali che assillano le famiglie italiane da quando è iniziato il blocco: è «da intendersi consentito a un solo genitore, camminare con i propri figli minori», si legge, in quanto ciò può essere ricondotto «alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione». Il Viminale precisa che «l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)», che resta comunque permessa.

QUI IL TESTO DELLA CIRCOLARE

L’attuale disposizione «di cui all’articolo 1 del dpcm del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima (l’attività motoria, ndr) il camminare in prossimità della propria abitazione». Inoltre, rimane «non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto e accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici».

Ma in alcune regioni vigono ordinanze più restrittive: «Qui è vietato sia correre che passeggiare sotto casa», avverte il governatore Campano Vincenzo De Luca. Anche la Regione Lombardia si è detta contraria alla circolare: il presidente Fontana ha ottenuto la promessa di un chiarimento alla ministra dell'Interno Lamorgese e studia la possibilità di emanare ordinanze che vanifichino la circolare, mentre l'assessore al Welfare Giulio Gallera ha espresso la speranza "che i cittadini ignorino questa folle, insensata e irresponsabile circolare, che stiano a casa e organizzino giochi con i propri figli".

Il sindaco di Alzano Lombardo, tra i Comuni più colpiti dall'epidemia, ha chiesto alla Polizia Locale di disapplicare l'interpretazione (circolare) del Ministero dell'Interno sulla possibilità di passeggiate - ha scritto Camillo Bertochi su Facebook -, sia perché non in grado di intervenire sull'ordinanza regionale 21.03.2020 attiva fino al prossimo 15 aprile, sia perché non in grado di incidere sull'attività di vigilanza della Polizia Locale, che resta in capo al Sindaco. Chiarezza, fermezza e tempestività continuano ad essere principi imprescindibili per la lotta al covid e non intendiamo disorientare i cittadini con continui cambiamenti di regole. Salvo quindi atti coercitivi superiori che dovessero essere imposti al sottoscritto, ad Alzano non si intende modificare nulla di ciò che è in vigore e la Polizia Locale sanzionerà chiunque violi le regole".

La circolare chiede ai prefetti di effettuare «valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete» e elenca alcuni casi: «Il divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all’aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza» ( come le case–famiglia), anche se «chiunque acceda dall’esterno (operatori, fornitori, familiari, etc) sarà tenuto al rispetto del divieto, della distanza interpersonale di un metro e all’utilizzo di presidi sanitari (mascherine e guanti)». Ancora, potranno «essere consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione, giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza» per motivi di necessità o di salute. In ogni caso passeggiate, corsette e altri spostamenti restano «soggetti al divieto generale di assembramento» e all’obbligo del metro di distanza.

Da giovedì scorso, sono 272 le persone denunciate per aver violato la quarantena: rischiano il carcere da 1 a 4 anni per aver attentato alla salute degli altri cittadini. In via generale, dall’11 marzo sono 3,5 milioni i cittadini controllati, con 142mila denunciati per spostamenti non consentiti o dichiarazioni false.