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Rivista L'Amico del Clero
Decreto Legge “Cura Italia” e Terzo settore: misure per garantire il funzionamento degli enti non lucrativi
Decreto Legge “Cura Italia” e Terzo settore: misure per garantire il funzionamento degli enti non
lucrativi
 
Al termine della riunione tenutasi il 16 marzo 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato il
decreto-legge che introduce le misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di
sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da
COVID-19. Il d.l. n. 18/2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020.
Il Decreto ha introdotto misure di sostegno alle imprese e l’economia, prevedendo anche proroghe
dei termini di adozione dei rendiconti annuali 2019 e dei bilanci di previsione 2020-2022.
Le norme coinvolgono anche il terzo settore, con effetti in termini di organizzazione e
funzionamento degli enti non lucrativi. Con l’art. 35 del Decreto, il Governo prevede (al primo e
secondo comma), il differimento di una serie di termini (riguardanti l'approvazione
delle modifiche statutarie di adeguamento alla riforma del terzo settore), in modo tale da preservare
la funzionalità di detti enti, in questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria.
Allo stesso modo, il comma terzo della norma citata stabilisce che, per l’anno in corso, è ammessa
la possibilità di approvare i bilanci entro la data del 31 ottobre 2020. Questa possibilità riguarda
gli enti per i quali la scadenza del termine di approvazione dei bilanci ricade all’interno
del periodo emergenziale, dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio
2020 (la cui durata viene stabilita di 6 mesi). Detti enti sarebbero infatti tenuti a riunire gli organi
competenti per procedere all’approvazione dei bilanci, con evidenti difficoltà a garantire il rispetto
delle norme sulla distanza di sicurezza introdotte per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.
Con riferimento alle tipologie di enti interessati, l'art. 35 del Decreto indica:
·         le organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte negli appositi registri (di cui
all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460);
·         le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome di
cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266;
·         le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle
province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383.
Tra le altre disposizioni d’interesse, si segnala la previsione della cassa integrazione in deroga, per
lavoratori di qualsiasi datore di lavoro e di qualsiasi dimensione, compresi, appunto, gli Enti del
Terzo Settore.
I servizi educativi e scolastici sospesi potranno essere forniti con modalità alternative attraverso
forme di coprogettazione con gli Enti Locali, mentre è prevista anche per ODV, APS e ONLUS la
sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per
l’assicurazione obbligatoria.
Non mancano poi misure di sostegno al lavoro estese a tutto il Terzo Settore e provvedimenti fiscali
a sostegno delle famiglie e delle imprese, tutelando le persone con disabilità e le loro famiglie con
misure compensative di sostegno anche domiciliare.
Ufficio Nazionale Problemi Giuridici