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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
COVID 19 TESTO FINALE
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
 
VISTI gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;
 
PRESO ATTO dell’emergenza legata alla situazione epidemiologica in atto;
 
VISTO il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e
gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19;
 
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020, recante ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020,
n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-
19;
 
RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di emanare ulteriori disposizioni per contrastare
l'emergenza epidemiologica da COVID-19, adottando misure non solo di contrasto alla diffusione del
predetto virus ma anche di contenimento degli effetti negativi che esso sta producendo sul tessuto
socio-economico nazionale;
 
VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 28 febbraio 2020;
 
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, per
i beni e le attività culturali e per il turismo, per la pubblica amministrazione, della salute, della difesa,
delle politiche agricole alimentari e forestali, dell’interno, degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, per le pari opportunità e la famiglia, dell’istruzione, dell'università e della ricerca,
della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, per gli affari regionali e le autonomie e per gli affari
europei;
 
EMANA
 
il seguente decreto-legge:
 
2
CAPO I
 
SOSPENSIONE E PROROGA DI TERMINI
 
ART. 1
(Disposizioni riguardanti i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020)
 
1. All’articolo 16-bis, comma 5, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157, le parole “1° gennaio 2021” sono sostituite
dalle seguenti: “1° gennaio 2020”.

 
2. Per l’anno 2020, il termine del 16 marzo di cui all’articolo 16, comma 4-bis, lettera b), quarto
periodo, del decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164, è prorogato al 31 marzo.

 
3. Per l’anno 2020, i termini del 16 marzo di cui all’articolo 4, commi 6-quater e 6-quinquies
del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono prorogati al 31 marzo.

 
4. Per l’anno 2020, il termine del 30 aprile di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo
21 novembre 2014, n. 175, è prorogato al 5 maggio.

 
5. Per l’anno 2020, la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate da parte dei soggetti terzi
dei dati relativi a oneri e spese sostenuti dai contribuenti nell’anno precedente e alle spese sanitarie
rimborsate di cui all’articolo 78, commi 25 e 25-bis, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, nonché
dei dati relativi alle spese individuate dai decreti del Ministro dell’economia e delle finanze emanati
ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, con scadenza al
28 febbraio, è effettuata entro il termine del 31 marzo.

 
6. Le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 6-sexies, del decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, si applicano a decorrere dal 2021.
ART. 2
(Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione)
 
1. Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie e nei confronti delle persone fisiche che, alla
data del 21 febbraio 2020, avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territorio dei comuni
individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020, e dei soggetti diversi dalla persone fisiche
che, alla stessa data del 21 febbraio 2020, avevano nei medesimi comuni la sede legale o la sede
operativa, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dal 21 febbraio al 30 aprile
2020, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi
previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 31 luglio 2010, n. 122. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in
unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al
rimborso di quanto già versato. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto
legislativo 24 settembre 2015, n. 159.

 
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli atti di cui all'articolo 9, commi da 3-bis a 3-
sexies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile
2012, n. 44, e alle ingiunzioni di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, emesse dagli enti
territoriali, nonché agli atti di cui all’articolo 1, comma 792, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

 
3. Relativamente ai soggetti indicati dal comma 1, sono differiti al 31 maggio 2020 il termine di
versamento del 28 febbraio 2020 di cui all’articolo 3, commi 2, lettera b) e 23 e all’articolo 5, comma
1, lettera d), del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
dicembre 2018, n. 136, nonché all’articolo 16-bis, comma 1, lettera b), n. 2 del decreto-legge 30 aprile
2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e quello del 31 marzo
2020 di cui all’articolo 1, comma 190, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.
3
 
ART. 3
(Rimessione in termini per adempimenti e versamenti)
 
1. Le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 24 febbraio 2020,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 febbraio 2020 n. 48, si applicano anche agli adempimenti e ai
versamenti verso le amministrazioni pubbliche effettuati o a carico di professionisti, consulenti e
centri di assistenza fiscale che abbiano sede o operino nei comuni individuati dall’allegato 1 del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, anche per conto di aziende e
clienti non operanti nel territorio, nonché di società di servizi e di persone in cui i soci residenti nei
comuni di cui al predetto allegato rappresentino almeno il 50 per cento del capitale sociale.
 
ART. 4
(Sospensione dei pagamenti delle utenze)
1. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, con riferimento ai settori dell’energia
elettrica, dell’acqua e del gas, ivi inclusi i gas diversi dal gas naturale distribuiti a mezzo di reti
canalizzate, e al ciclo integrato di gestione dei rifiuti urbani, con propri provvedimenti, prevede la
sospensione temporanea, fino al 30 aprile 2020, dei termini di pagamento delle fatture e degli avvisi
di pagamento emessi o da emettere, per i comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020.
2. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, l’Autorità di
regolazione per energia, reti e ambiente, con propri provvedimenti, disciplina altresì le modalità di
rateizzazione delle fatture e degli avvisi di pagamento i cui termini di pagamento sono stati sospesi
ai sensi del comma 1, individuando, ove opportuno, anche le modalità per la relativa copertura
nell’ambito delle componenti tariffarie, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il
versamento delle somme oggetto di sospensione relative al pagamento del canone di abbonamento
alle radioaudizioni di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4
giugno 1938, n. 880, avviene, senza applicazione di sanzioni e interessi, in unica rata con la prima
fattura dell’energia elettrica successiva al termine del periodo di sospensione.
 
ART. 5
(Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi
per l'assicurazione obbligatoria)
1. Nei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1°
marzo 2020, sono sospesi i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi
previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria in scadenza nel periodo dal
23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020. Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e
assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria già versati. Gli adempimenti e i pagamenti
dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi
del presente articolo, sono effettuati a far data dal 1° maggio 2020 anche mediante rateizzazione fino
a un massimo di cinque rate mensili di pari importo, senza applicazione di sanzioni e interessi.
 
ART. 6
(Misure in favore dei beneficiari di mutui agevolati)
4
1. I soggetti beneficiari dei mutui agevolati concessi dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. (Invitalia) a favore di imprese con sede o unità locali
ubicate nei territori dei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri del 1° marzo 2020, possono beneficiare della sospensione di dodici mesi del pagamento delle
rate con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020 e di un corrispondente allungamento della
durata dei piani di ammortamento. I suddetti benefici si applicano anche nel caso in cui sia stata già
adottata da Invitalia la risoluzione del contratto di finanziamento agevolato in ragione della morosità
nella restituzione delle rate, purché il relativo credito non risulti già iscritto a ruolo ovvero non siano
incardinati contenziosi per il recupero dello stesso. Invitalia, su richiesta dei soggetti beneficiari, da
presentare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, procede, nel
rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, alla ricognizione del debito, comprensivo
di sorte capitale e interessi, da rimborsare al tasso di interesse legale e con rate semestrali posticipate.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche alle rate di pagamento con scadenza non
successiva al 31 dicembre 2020 relative alle transazioni già perfezionate con Invitalia alla data di
entrata in vigore del presente decreto.
3. Agli oneri in termini di fabbisogno derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo
36.
 
ART. 7
(Sospensione di termini per versamenti assicurativi e alle camere di commercio)
1. Nei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1°
marzo 2020, sono sospesi:
a) fino al 30 aprile 2020, i termini per i versamenti riferiti al diritto annuale di cui all'articolo 18 della
legge 29 dicembre 1993, n. 580;
b) fino al 30 aprile 2020, i termini di pagamento delle sanzioni amministrative per le imprese che
presentano in ritardo:
1) le domande di iscrizione alle camere di commercio;
2) le denunce di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n.
581;
3) il modello unico di dichiarazione previsto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70;
4) la richiesta di verifica periodica degli strumenti di misura ed il pagamento della relativa tariffa.
2. I pagamenti sospesi ai sensi del comma 1, sono effettuati in un’unica soluzione entro il mese
successivo al termine del periodo di sospensione.
3. Nei confronti dei contraenti delle polizze di assicurazione di cui all’articolo 2 del decreto legislativo
7 settembre 2005, n. 209, residenti o aventi sede legale nel territorio dei comuni di cui all’allegato 1
al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, è disposta la temporanea
sospensione del termine per la corresponsione dei premi in scadenza nel periodo compreso tra il 21
febbraio 2020 e il 30 aprile 2020.
4. I versamenti dei premi o delle rate di premi oggetto di sospensione ai sensi del comma 3 sono
effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ovvero
mediante rateizzazione, comunque entro l’anno 2020, secondo le modalità previste dal contratto o
diversamente concordate. Le imprese assicurano la copertura dei rischi ed il pagamento dei sinistri
per gli eventi accaduti durante il periodo di sospensione anche in assenza del pagamento del premio
durante il medesimo periodo di sospensione, fatto salvo il conguaglio con il premio dovuto in sede di
liquidazione del sinistro se il soggetto che ha diritto alla prestazione assicurativa coincide con il
soggetto tenuto al pagamento del premio.
5. La sospensione di cui al comma 3 non riguarda i nuovi contratti stipulati durante il periodo di
sospensione e il pagamento dei relativi premi, nonché i premi unici ricorrenti per i quali non sussiste
l’obbligo di versamento.
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6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 si applicano ai contratti stipulati con le imprese di
assicurazione aventi sede legale nel territorio della Repubblica italiana, alle sedi secondarie di
imprese di assicurazione aventi sede legale in Stati terzi per l’attività svolta nel territorio della
Repubblica, alle imprese di altri Stati dell’Unione Europea che operano nel territorio della Repubblica
in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi.

 
ART. 8
(Sospensione di versamenti, ritenute, contributi e premi per il settore turistico-alberghiero)
1. Per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, che hanno
il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi, dalla data
di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 aprile 2020:
a) i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23, 24 e 29 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, che i predetti soggetti operano in
qualità di sostituti d'imposta;
b) i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali
e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.
2. I versamenti di cui al comma 1 sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in
un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020. Non si fa luogo al rimborso delle ritenute, dei contributi
previdenziali nonché assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria già versati.
3. Per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator che hanno il
domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, restano ferme le disposizioni di cui
all’articolo 1, comma 3, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 febbraio 2020,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 26 febbraio 2020.

 
ART. 9
(Procedimenti amministrativi di competenza delle Autorità di pubblica sicurezza)
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, al fine di consentire la piena
utilizzazione del personale della Polizia di Stato, sono sospesi per la durata di trenta giorni:
a) i termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi relativi al rilascio delle autorizzazioni,
comunque denominate, di competenza del Ministero dell’interno e delle Autorità provinciali e locali
di pubblica sicurezza in materia di armi, munizioni ed esplosivi, esercizi di giochi e scommesse,
agenzie di affari, fabbricazione e commercio di oggetti preziosi, istituti di vigilanza e investigazione
privata, soggiorno degli stranieri, nonché dei procedimenti amministrativi concernenti le iscrizioni
nei registri o negli elenchi previsti per l’esercizio di servizi di controllo nei luoghi di pubblico
spettacolo e trattenimento o negli impianti sportivi;
b) i termini per la presentazione della richiesta di primo rilascio e del rinnovo del permesso di
soggiorno previsti, rispettivamente, in otto giorni lavorativi dall’ingresso dello straniero nel territorio
dello Stato e in almeno sessanta giorni prima della scadenza o nei sessanta giorni successivi alla
scadenza, ai sensi dell’articolo 5, commi 2 e 4, e dell’articolo 13, comma 2, lettera b), del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
 
ART. 10
(Misure urgenti in materia di sospensione dei termini e rinvio delle udienze processuali)
1. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31
marzo 2020, sono rinviate d’ufficio a data successiva al 31 marzo 2020 le udienze dei procedimenti
civili pendenti presso gli uffici giudiziari dei circondari dei Tribunali cui appartengono i comuni di
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cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, ad eccezione
delle udienze nelle cause di competenza del tribunale per i minorenni, nelle cause relative ad alimenti,
nei procedimenti cautelari, nei procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di
amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, nei procedimenti di convalida del
trattamento sanitario obbligatorio, nei procedimenti per l’adozione di ordini di protezione contro gli
abusi familiari, nei procedimenti di convalida dell’espulsione, allontanamento e trattenimento di
cittadini di paesi terzi e dell’Unione europea, in quelli di cui all’articolo 283 del codice di procedura
civile e in genere nelle cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave
pregiudizio alle parti. In quest’ultimo caso, la dichiarazione di urgenza è fatta dal presidente
dell’ufficio giudiziario in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile e, per le cause
già iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del collegio, egualmente non impugnabile.
2. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al 31
marzo 2020:
a) nei procedimenti di cui al comma 1 e con le eccezioni ivi previste sono sospesi i termini per il
compimento di qualsiasi atto processuale, comunicazione e notificazione che chiunque debba
svolgere nelle regioni cui appartengono i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 1° marzo 2020;
b) in tutti i procedimenti civili, con le eccezioni di cui al comma 1, sono sospesi i termini per il
compimento di qualsiasi atto processuale, comunicazione e notificazione che chiunque debba
svolgere nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo
2020.
3. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, in tutti i
procedimenti civili sono rinviate d’ufficio a data successiva al 31 marzo 2020 le udienze dei processi
in cui risulta che le parti o i loro difensori sono residenti o hanno sede nei comuni di cui all’allegato
1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020 alla medesima data.
4. Per i soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono residenti, hanno sede
operativa o esercitano la propria attività lavorativa, produttiva o funzione nei comuni di cui
all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, il decorso dei termini
perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti prescrizioni e decadenze da
qualsiasi diritto, azione ed eccezione, nonché dei termini per gli adempimenti contrattuali è sospeso
dal 22 febbraio 2020 fino al 31 marzo 2020 e riprende a decorrere dalla fine del periodo di
sospensione. Ove la decorrenza del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, il termine
decorre dalla fine del medesimo periodo. Sono altresì sospesi, per lo stesso periodo e nei riguardi dei
medesimi soggetti, i termini relativi ai processi esecutivi e i termini relativi alle procedure
concorsuali, nonché i termini di notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in
misura ridotta, di svolgimento di attività difensiva e per la presentazione di ricorsi giurisdizionali.
5. Nei riguardi dei soggetti di cui al comma 4, i termini di scadenza, ricadenti o decorrenti nel periodo
che va dal 22 febbraio 2020 e fino al 31 marzo 2020, relativi a vaglia cambiari, a cambiali e ad ogni
altro titolo di credito o atto avente forza esecutiva, sono sospesi per lo stesso periodo. La sospensione
opera a favore dei debitori ed obbligati, anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli
stessi di rinunciarvi espressamente.
6. Nei procedimenti civili e penali pendenti presso gli uffici giudiziari che hanno sede nei distretti di
Corte di appello cui appartengono i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 1° marzo 2020, il mancato rispetto di termini processuali perentori scaduti in epoca
successiva al 22 febbraio 2020 e fino alla data di entrata in vigore del presente decreto si presume
dovuto, salvo prova contraria, a causa non imputabile alla parte incorsa in decadenze.
7. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sono rinviate
d’ufficio a data successiva al 31 marzo 2020 le udienze nei procedimenti penali pendenti negli uffici
giudiziari dei circondari dei Tribunali cui appartengono i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020.
8. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31
marzo 2020:
a) nei procedimenti penali pendenti presso gli uffici giudiziari che hanno sede nei distretti di Corte
di appello cui appartengono i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 1° marzo 2020, sono sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto, comunicazione e
notificazione che chiunque debba svolgere nei medesimi distretti;
b) in tutti i procedimenti penali sono sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto,
comunicazione e notificazione che chiunque debba svolgere nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020.
9. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, nei
procedimenti penali in cui, alla data del 22 febbraio 2020, una delle parti o uno dei loro difensori è
residente nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo
2020, i termini previsti dal codice di procedura penale a pena di inammissibilità o decadenza sono
sospesi, in favore dei medesimi soggetti, sino alla data del 31 marzo 2020.
10. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, nei
procedimenti penali pendenti, quando una delle parti o uno dei loro difensori non presente all’udienza
risulta residente o lo studio legale ha sede in uno dei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, il giudice dispone d’ufficio il rinvio dell’udienza
in data successiva al 31 marzo 2020.
11. Le disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 non si applicano all’udienza di convalida dell’arresto
o del fermo, nei procedimenti nei confronti di persone detenute, internate o in stato di custodia
cautelare, nei procedimenti che presentano carattere di urgenza e nei processi a carico di imputati
minorenni.
12. Ferma l’applicazione dell’articolo 472, comma 3, del codice di procedura penale, a decorrere dal
giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sino alla data del 31 marzo 2020
la partecipazione alle udienze relative ai procedimenti per i quali, ai sensi del comma 11, non operano
le disposizioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 10 è assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o
con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei
sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, applicate le disposizioni di cui ai
commi 3, 4 e, in quanto compatibili, 5 dell’articolo 146-bis dell’allegato di cui al decreto legislativo
28 luglio 1989, n. 271.
13. Il corso della prescrizione rimane sospeso per il tempo in cui il processo è rinviato o i termini
procedurali sono sospesi ai sensi dei commi 7, 8, 9 e 10.
14. Negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni ubicati nelle regioni in cui si trovano
i comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, a
decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sino alla data del 31
marzo 2020 i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati
e gli imputati a norma degli articoli 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354, 37 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, e 19 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, sono
svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone
l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, che può essere
autorizzata oltre i limiti di cui all’articolo 39, comma 2, del predetto decreto del Presidente della
Repubblica n. 230 del 2000 e all’articolo 19, comma 1, del predetto decreto legislativo n. 121 del
2018. Negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni ubicati in regioni diverse da quelle
indicate nel primo periodo, si applicano le medesime disposizioni quando ai colloqui partecipano
persone residenti o che esercitano la propria attività lavorativa, produttiva o funzione nei comuni di
cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020.
15. A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31
marzo 2020, presso le sezioni giurisdizionali della Corte dei conti, nonché presso le relative procure,
sono rinviate d’ufficio le udienze relative ai processi, e sono sospese le connesse attività istruttorie
preprocessuali, concernenti persone fisiche o giuridiche aventi residenza o sede legale nei comuni di
cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020. Analogamente,
a decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 marzo
2020, presso le sezioni di controllo della Corte dei conti, sono rinviate d’ufficio le adunanze
concernenti i medesimi soggetti. Per i procuratori dei soggetti di cui al presente comma, il cui mandato
risulti conferito anteriormente al 22 febbraio 2020, si ha riguardo alla residenza e alla sede dello
studio legale. Presso i medesimi uffici della Corte dei conti, con riferimento ai processi e alle attività
di cui al presente comma, tutti i termini in corso alla data del 22 febbraio 2020 e che scadono entro il
31 marzo 2020, sono sospesi e riprendono a decorrere dal 1° aprile 2020.
16. Ai fini del computo di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, nei procedimenti rinviati
d’ufficio a norma del presente articolo, non si tiene conto del periodo compreso dal giorno successivo
alla data di entrata in vigore del presente decreto e la data del 31 marzo 2020.
17. Nei procedimenti pendenti presso gli organi della giustizia amministrativa:
a) sono sospesi, a decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto
sino al 31 marzo 2020 i termini per il compimento di qualsiasi atto processuale, comunicazione e
notificazione che chiunque debba svolgere nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020;
b) a decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sono rinviate
d’ufficio a data successiva al 31 marzo 2020 le udienze dei processi in cui risulta che i difensori
costituiti in giudizio ovvero le parti costituite personalmente sono residenti o domiciliati nella sede
nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020;
c) il giudice amministrativo concede la remissione in termini se è provato o appare verosimile che il
mancato rispetto di termini perentori scaduti in epoca successiva al 22 febbraio 2020 e fino alla data
di entrata in vigore del presente decreto sia conseguenza delle misure adottate in materia di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica.
18. In caso di aggiornamento dell’elenco dei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, ovvero di individuazione di ulteriori comuni con diverso
provvedimento, le disposizioni del presente articolo si applicano con riferimento ai medesimi comuni
dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del relativo provvedimento.
 
ART. 11
(Proroga degli obblighi di segnalazione di cui agli articoli 14 e 15 del decreto legislativo 12
gennaio 2019, n. 14)
1. L’obbligo di segnalazione di cui agli articoli 14, comma 2, e 15 del decreto legislativo 12 gennaio
2019, n. 14, opera a decorrere dal 15 febbraio 2021.

 
ART. 12
(Proroga validità tessera sanitaria)
1. La validità delle tessere sanitarie di cui all’articolo 50, comma 1, del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, nonché di cui
all’articolo 11, comma 15, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, con scadenza antecedente al 30 giugno 2020 è prorogata al 30
giugno 2020, anche per la componente della Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS). La proroga non
è efficace per la tessera europea di assicurazione malattia riportata sul retro della tessera sanitaria. Per
le tessere sanitarie di nuova emissione ovvero per le quali sia stata effettuata richiesta di duplicato, al
fine di far fronte ad eventuali difficoltà per la consegna all’assistito, il Ministero dell’economia e
delle finanze rende disponibile in via telematica una copia provvisoria presso la ASL di assistenza
ovvero tramite le funzionalità del portale www.sistemats.it, realizzate d’intesa con il Ministero della
salute, sentito il Garante della protezione dei dati personali. La copia non assolve alle funzionalità di
cui alla componente della Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS).
 
CAPO II
MISURE IN MATERIA DI LAVORO PRIVATO E PUBBLICO
 
ART. 13
(Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno
ordinario)
1. I datori di lavoro che presentano domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione
salariale o di accesso all’assegno ordinario, per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per
unità produttive site nei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri del 1° marzo 2020, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica di cui al medesimo
decreto, sono dispensati dall'osservanza dell'articolo 14 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n.
148 e dei termini del procedimento previsti dagli articoli 15, comma 2, e 30, comma 2, del predetto
decreto legislativo, nonché, per l’assegno ordinario, dall’obbligo di accordo, ove previsto. Le
medesime condizioni si applicano alle domande presentate da datori di lavoro per unità produttive al
di fuori dei comuni di cui al primo periodo, in riferimento ai lavoratori già residenti o domiciliati nei
predetti comuni e impossibilitati a prestare la propria attività lavorativa. La domanda, in ogni caso,
deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il
periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa, che in ogni caso non può essere
superiore a tre mesi.
2. I periodi di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario di cui al comma 1,
esclusivamente per il riconoscimento dei medesimi, non sono conteggiati ai fini delle durate massime
complessive previste dall'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 148 e
dei limiti previsti dagli articoli 12, 29 commi 3 e 4, 30, comma 1, e 39 del decreto legislativo 14
settembre 2015 n. 148.
3. Le prestazioni di sostegno al reddito di cui ai commi 1 e 2 sono riconosciute nel limite massimo di
spesa pari a 5,8 milioni di euro per l’anno 2020.
4. L’assegno ordinario di cui al comma 1 è concesso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di
lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti.
Al predetto trattamento non si applica il tetto aziendale di cui all’articolo 29, comma 4, secondo
periodo, del decreto legislativo n. 148 del 2015. La prestazione di cui al presente comma è
riconosciuta nel limite massimo di spesa pari a 4,4 milioni di euro per l’anno 2020.
5. I lavoratori destinatari delle norme di cui al presente articolo devono risultare alle dipendenze dei
datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.
6. L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede al monitoraggio dei limiti di spesa
di cui ai commi 3 e 4. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via
prospettica il limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande.
7. Agli oneri derivanti dal comma 3, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 14
(Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa
integrazione straordinaria)
1. Le aziende site nei comuni individuati nell’allegato n. 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 1° marzo 2020 che alla data di entrata in vigore del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6,
hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, previa adozione da parte del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali di un decreto di interruzione degli effetti del predetto
trattamento, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione
salariale ai sensi dell’articolo 13 riconosciuta nel limite massimo di spesa pari a 0,9 milioni di euro
per l’anno 2020 e per un periodo in ogni caso non superiore a tre mesi. La concessione del trattamento
ordinario di integrazione salariale è subordinata all’interruzione degli effetti della concessione della
cassa integrazione straordinaria precedentemente autorizzata.
2. L'INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al comma 1. Qualora dal predetto
monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non
prende in considerazione ulteriori domande.
3. Agli oneri derivanti dal comma 1, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 15
(Cassa integrazione in deroga)
1. I datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive site nei comuni
individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020,
nonché i datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa nei comuni
suddetti, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nei predetti comuni, per i quali
non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o
riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono presentare domanda di cassa
integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque
per un periodo massimo di tre mesi a decorrere dalla data del 23 febbraio 2020. Per i lavoratori è
assicurata la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori.
2. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i datori di lavoro domestici.
3. Il trattamento di cui al presente articolo è riconosciuto nel limite massimo di spesa pari a 7,3 milioni
di euro per l’anno 2020 e limitatamente ai dipendenti in forza alla medesima data del 23 febbraio
2020.
4. I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle regioni interessate, da
trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione. La ripartizione del
limite di spesa complessivo di cui al primo periodo del presente comma tra le regioni interessate, ai
fini del rispetto del limite di spesa medesimo, è disciplinata con decreto direttoriale del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali. Le regioni, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei
beneficiari all'INPS, che provvede all'erogazione delle predette prestazioni. Le domande sono
presentate alla regione, che le istruisce secondo l'ordine cronologico di presentazione delle stesse.
L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle regioni interessate. Qualora dal predetto
monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, le regioni non
potranno emettere altri provvedimenti concessori.
5. Il trattamento di cui al comma 1 può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento
diretto della prestazione da parte dell'INPS, applicando la disciplina di cui all’articolo 44, comma 6-
ter, del decreto legislativo n. 148 del 2015.
6. Agli oneri derivanti dal comma 3, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 16
(Indennità lavoratori autonomi)
 
1. In favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di
rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti ivi compresi i titolari di attività
di impresa, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della
medesima, nonché alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335 e che svolgono la loro attività lavorativa alla data del 23 febbraio 2020 nei comuni individuati
nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020, o siano ivi
residenti o domiciliati alla medesima data è riconosciuta, ai sensi del comma 2, un'indennità mensile
pari a 500 euro per un massimo di tre mesi e parametrata all’effettivo periodo di sospensione
dell’attività. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
2. Il trattamento di cui al presente articolo è concesso con decreto della regione interessata, da
trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione, nel limite di spesa
complessivo di 5,8 milioni di euro per l'anno 2020. La ripartizione del limite di spesa complessivo di
cui al primo periodo del presente comma tra le regioni interessate, ai fini del rispetto del limite di
spesa medesimo, è disciplinata con decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali. Le regioni, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all'INPS, che
provvede all'erogazione delle predette prestazioni. Le domande sono presentate alla regione, che le
istruisce secondo l'ordine cronologico di presentazione delle stesse. L'INPS provvede al monitoraggio
del rispetto del limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e alle regioni interessate. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato
raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, le regioni non potranno emettere altri
provvedimenti concessori.
3. Agli oneri derivanti dal comma 2, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 17
(Cassa integrazione in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna)
1. Al di fuori dei casi di cui all’articolo 15, le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna con
riferimento ai datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive ivi
situate, nonché ai datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa in dette
regioni, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nelle predette regioni, per i quali
non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o
riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, limitatamente ai casi di
accertato pregiudizio, in conseguenza delle ordinanze emanate dal Ministero della salute, d’intesa
con le regioni, nell’ambito dei provvedimenti assunti con il decreto-legge 23 febbraio 2020, n.6 e
previo accordo con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, trattamenti di
cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e
comunque per un periodo massimo di un mese e fino a un importo massimo, per l’anno 2020, pari a
135 milioni di euro per la regione Lombardia, 40 milioni di euro per la regione Veneto e a 25 milioni
di euro per la regione Emilia-Romagna. Per i lavoratori è assicurata la contribuzione figurativa e i
relativi oneri accessori. La prestazione di cui al presente comma, limitatamente ai lavoratori del
settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, non può
essere equiparata a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola.
2. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i datori di lavoro domestici.
3. Il trattamento di cui al presente articolo è riconosciuto nel limite massimo di un mese a valere sulle
risorse, assegnate alle regioni di cui comma 1 e non utilizzate, di cui all’articolo 44, comma 6-bis, del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, anche in alternativa alle azioni di politica attiva del
lavoro previste nel predetto articolo, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e limitatamente ai dipendenti
in forza alla medesima data.
4. I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle regioni interessate, da
trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione, la cui efficacia è in
ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 1. Le regioni,
unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all'INPS, che provvede
all'erogazione delle predette prestazioni, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei
limiti di spesa di cui al comma 1. Le domande sono presentate alla regione, che le istruisce secondo
l'ordine cronologico di presentazione delle stesse. L'INPS provvede al monitoraggio del rispetto del
limite di spesa, fornendo i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle
regioni interessate. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto, anche in via
prospettica il limite di spesa, le regioni non potranno in ogni caso emettere altri provvedimenti
concessori.
5. Il trattamento di cui al comma 1 può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento
diretto della prestazione da parte dell'INPS, applicando la disciplina di cui all’articolo 44, comma 6-
ter, del decreto legislativo n. 148 del 2015.
 
ART. 18
(Misure di ausilio allo svolgimento del lavoro agile da parte dei dipendenti delle pubbliche
amministrazioni e degli organismi di diritto pubblico)
1. Allo scopo di agevolare l’applicazione del lavoro agile di cui alla legge 22 maggio 2017, n. 81,
quale ulteriore misura per contrastare e contenere l’imprevedibile emergenza epidemiologica, i
quantitativi massimi delle vigenti convenzioni-quadro di Consip S.p.A. per la fornitura di personal
computer portatili e tablet possono essere incrementati sino al 50 per cento del valore iniziale delle
convenzioni, fatta salva la facoltà di recesso dell’aggiudicatario con riferimento a tale incremento, da
esercitarsi entro quindici giorni dalla comunicazione della modifica da parte della stazione appaltante.
2. Nel caso di recesso dell’aggiudicatario ai sensi del comma 1 o nel caso in cui l’incremento dei
quantitativi di cui al comma 1 non sia sufficiente al soddisfacimento del fabbisogno delle pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché
degli organismi di diritto pubblico di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50, Consip S.p.A., nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti della
pubblica amministrazione, è autorizzata sino al 30 settembre 2020, ai sensi dell’articolo 63, comma
2, lettera c), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50:
a) allo svolgimento di procedure negoziate senza previa pubblicazione di bandi di gara finalizzate
alla stipula di convenzioni-quadro interpellando progressivamente gli operatori economici che hanno
presentato un’offerta valida nella procedura indetta da Consip S.p.A. per la conclusione della vigente
Convenzione per la fornitura di personal computer portatili e tablet, alle stesse condizioni contrattuali
offerte dal primo miglior offerente;
b) allo svolgimento di procedure negoziate senza previa pubblicazione di bandi di gara finalizzate
alla stipula di convenzioni-quadro e di accordi-quadro aventi ad oggetto beni e servizi informatici,
selezionando almeno tre operatori economici da consultare, se sussistono in tale numero soggetti
idonei, tra gli operatori economici ammessi nella pertinente categoria del sistema dinamico di
acquisizione di cui all'articolo 55, comma 14 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
3. Ai fini dello svolgimento delle procedure di cui al comma 2 le offerte possono essere presentate
sotto forma di catalogo elettronico di cui all’articolo 57 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,
e la raccolta delle relative informazioni può avvenire con modalità completamente automatizzate.
4. Ai contratti derivanti dalle procedure di cui al comma 2 possono ricorrere le pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonché
gli organismi di diritto pubblico di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50, previa attestazione della necessità ed urgenza di acquisire le relative dotazioni al
fine di poter adottare le misure di lavoro agile di cui al comma 1 per il proprio personale.
5. All’articolo 14, comma 1, della legge 7 agosto 2015, n. 124, le parole “per la sperimentazione”
sono soppresse.
 
ART. 19
(Misure urgenti in materia di pubblico impiego)
1. Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare
fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dovuta al COVID-19, è equiparato al periodo di
ricovero ospedaliero.
2. All’articolo 71, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al primo periodo, dopo le parole “di qualunque durata,” sono
aggiunte le seguenti: “ad esclusione di quelli relativi al ricovero ospedaliero in strutture del servizio
sanitario nazionale per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza
(LEA),”.
3. Fuori dei casi previsti dal comma 1, i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, imposti
dai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, adottati ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, costituiscono servizio prestato a
tutti gli effetti di legge. L’Amministrazione non corrisponde l’indennità sostitutiva di mensa, ove
prevista.
4. Per il personale delle Forze di polizia delle Forze armate e del Corpo nazionale dei Vigili del
fuoco, agli accertamenti diagnostici funzionali all’applicazione delle disposizioni del comma 1
provvedono i competenti servizi sanitari.
 
ART. 20
(Presa di servizio di collaboratori scolastici nei territori colpiti dall’emergenza)
1. I soggetti vincitori della procedura selettiva di cui all'articolo 58, comma 5-ter, del decreto-legge
21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, che non
possono prendere servizio il 1° marzo 2020 a causa della chiusura per ragioni di sanità pubblica
dell'istituzione scolastica o educativa di titolarità, sottoscrivono il contratto di lavoro e prendono
servizio dalla predetta data, provvisoriamente, presso gli ambiti territoriali degli uffici scolastici
regionali, in attesa dell’assegnazione presso le sedi cui sono destinati.
 
ART. 21
(Misure per la profilassi del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco)
1. Al fine di garantire la profilassi degli appartenenti alle Forze di polizia, alle Forze armate e al Corpo
nazionale dei vigili del fuoco impiegati per le esigenze connesse al contenimento della diffusione del
COVID-19 o in altri servizi d’istituto, comprese le attività formative e addestrative, le misure
precauzionali volte a tutelare la salute del predetto personale sono definite dai competenti servizi
sanitari, istituiti ai sensi del combinato dell’articolo 6, primo comma, lettera z), e dell’articolo 14,
terzo comma, lettera q) della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonché dell’articolo 181 del decreto
legislativo, 15 marzo 2010, n. 66, secondo procedure uniformi, stabilite con apposite linee guida
adottate d’intesa tra le Amministrazioni da cui il medesimo personale dipende.
2. Le linee guida di cui al comma 1 sono applicate altresì al personale dell’Amministrazione civile
dell’interno che opera presso le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione
internazionale.
 
ART. 22
(Misure per la funzionalità delle Forze di polizia, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei
Vigili del Fuoco e delle Prefetture – U.t.G.)
1. Ai fini dello svolgimento, da parte delle Forze di polizia e delle Forze armate, per un periodo di
trenta giorni a decorrere dalla data di effettivo impiego, dei maggiori compiti connessi al
contenimento della diffusione del COVID-19, è autorizzata la spesa complessiva di euro 4.111.000
per l’anno 2020 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario e degli oneri di cui ai
successivi periodi. Ai fini di quanto previsto dal primo periodo il contingente di personale delle Forze
Armate di cui all’articolo 1, comma 132, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 è integrato di 253 unità
per trenta giorni a decorrere dalla data di effettivo impiego. Al personale di cui al secondo periodo si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3 del decreto-legge 23 maggio 2008,
n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125.
2. Ai medesimi fini e per la stessa durata di cui al comma 1, è autorizzata la spesa complessiva di
euro 432.000 per l’anno 2020, per il pagamento delle maggiori prestazioni di lavoro straordinario del
personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
3. Al fine di assicurare, per un periodo di trenta giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, lo svolgimento dei maggiori compiti demandati alle Prefetture –U.t.G. in relazione
all’emergenza sanitaria in atto, è autorizzata la spesa complessiva di euro 133.000 per l’anno 2020,
per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario rese dal personale dell’amministrazione
civile dell’interno in servizio presso le stesse.
4. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 4.676.000 euro per l’anno 2020, si provvede ai
sensi dell’articolo 36.
 
ART. 23
(Misure urgenti per personale medico e infermieristico)
1. Al fine di far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del COVID-
19 e di garantire i livelli essenziali di assistenza nelle regioni e nelle province di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, adottato ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 23
febbraio 2020, n. 6, vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto, in deroga all’articolo
5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 135, e all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le medesime regioni e
province, nel rispetto dei vincoli previsti dalla legislazione vigente con specifico riferimento agli
oneri per il personale del servizio sanitario nazionale, verificata l’impossibilità di utilizzare personale
già in servizio e anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore, possono conferire
incarichi di lavoro autonomo anche a personale medico e a personale infermieristico, collocato in
quiescenza, con durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di
emergenza.

 
ART. 24
(Disposizioni per il personale impegnato nelle attività di assistenza e soccorso)
1. Allo scopo di fronteggiare i contesti emergenziali di cui al presente decreto ed in atto, anche tenuto
conto dei nuovi ed ulteriori compiti del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei ministri, la dotazione organica del ruolo speciale tecnico-amministrativo del personale
dirigenziale di prima e di seconda fascia della protezione civile di cui all’articolo 9-ter del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303 è incrementata nella misura di un posto di prima fascia e di un posto
di seconda fascia. Al relativo onere, pari a euro 0,38 milioni su base annua a decorrere dall'anno 2020,
si provvede mediante utilizzo delle risorse di cui all'articolo 1, comma 365, della legge 11 dicembre
2016, n. 232 e successive modificazione e integrazioni, nel quadro delle finalità previste dalla lettera
b), del medesimo comma.
2. Al secondo periodo del comma 2-bis dell'articolo 19 del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, le parole: «per un massimo di due
volte» sono sostituite dalle seguenti: «fino al 31 dicembre 2021».
3. Il trattamento economico fondamentale del personale posto in posizione di comando o fuori ruolo
presso il Dipartimento della protezione civile nell’ambito del contingente di cui all’articolo 9-ter,
comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, rimane comunque a carico delle
amministrazioni di appartenenza del medesimo personale in deroga ad ogni disposizione vigente in
materia, anche delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
CAPO III
ULTERIORI MISURE URGENTI PER IL SOSTEGNO AI CITTADINI E ALLE IMPRESE
IN MATERIA DI SVILUPPO ECONOMICO, ISTRUZIONE, SALUTE
ART. 25
(Fondo garanzia PMI)
1. Per un periodo di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in favore delle
piccole e medie imprese, ivi comprese quelle del settore agroalimentare, con sede o unità locali
ubicate nei territori dei comuni individuati nell’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri del 1° marzo 2020, la garanzia del Fondo di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della
legge 23 dicembre 1996, n. 662, è concessa, a titolo gratuito e con priorità sugli altri interventi, per
un importo massimo garantito per singola impresa di 2.500.000 euro. Per gli interventi di garanzia
diretta la percentuale massima di copertura è pari all'80 per cento dell'ammontare di ciascuna
operazione di finanziamento. Per gli interventi di riassicurazione la percentuale massima di copertura
è pari al 90 per cento dell'importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che
le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell'80 per cento. Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano nel rispetto della normativa europea e nazionale
in materia di aiuti di Stato.
2. L’intervento di cui al comma 1 può essere esteso, con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per periodi determinati e nei
limiti delle risorse di cui al comma 3, alle piccole e medie imprese ubicate in aree diverse da quelle
di cui al comma 1, in considerazione dell’impatto economico eccezionale subìto in ragione della 
collocazione geografica limitrofa alle medesime aree, ovvero dell’appartenenza a una filiera
particolarmente colpita, anche solo in aree particolari.
3. Per le finalità di cui al presente articolo al Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100,
lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono assegnati 50 milioni di euro per il 2020.
4. Agli oneri derivanti dal comma 3, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 26
(Estensione del fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa)
1. All’articolo 2, comma 479, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo la lettera c), è aggiunta la
seguente: “c-bis) sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno
trenta giorni, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di
sostegno del reddito.”.
 
ART. 27
(Fondo SIMEST)
1. Le disponibilità del fondo rotativo di cui all'articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio
1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, sono incrementate di
350 milioni di euro per l'anno 2020.
2. Agli oneri derivanti dal comma 1, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 28
(Rimborso titoli di viaggio e pacchetti turistici)
1. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità
della prestazione dovuta in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque
interne o terrestre stipulati:
a) dai soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la
permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell'autorità sanitaria competente,
in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020,
n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di quarantena o
permanenza domiciliare;
b) dai soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento
nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio
dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti
di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;
c) dai soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con
sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte
dell'autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai
contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;
d) dai soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate
dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi
dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da
eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;
e) dai soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione
pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo
pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi
chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei
provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo
ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti;
f) dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri,
dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale
epidemiologica da COVID-19.
2. I soggetti di cui al comma 1 comunicano al vettore il ricorrere di una delle situazioni di cui al
medesimo comma 1 allegando il titolo di viaggio e, nell’ipotesi di cui alla lettera e), la
documentazione attestante la programmata partecipazione ad una delle manifestazioni, iniziative o
eventi indicati nella medesima lettera e). Tale comunicazione è effettuata entro trenta giorni
decorrenti:
a) dalla cessazione delle situazioni di cui al comma 1, lettere da a) a d);
b) dall’annullamento, sospensione o rinvio del corso o della procedura selettiva, della manifestazione,
dell’iniziativa o dell’evento, nell’ipotesi di cui al comma 1, lettera e);
c) dalla data prevista per la partenza, nell’ipotesi di cui al comma 1, lettera f).
3. Il vettore, entro quindici giorni dalla comunicazione di cui al comma 2, procede al rimborso del
corrispettivo versato per il titolo di viaggio ovvero all’emissione di un voucher di pari importo da
utilizzare entro un anno dall’emissione.
4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 trovano applicazione anche nei casi in cui il titolo di viaggio
sia stato acquistato per il tramite di un’agenzia di viaggio.
5. I soggetti di cui al comma 1 possono esercitare, ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 23
maggio 2011, n. 79, il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguirsi nei periodi di
ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con
sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle aree
interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri
ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6. In caso di recesso, l'organizzatore
può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere
al rimborso nei termini previsti dai commi 4 e 6 dell’articolo 41 del citato decreto legislativo 23
maggio 2011, n. 79, oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione,
di importo pari al rimborso spettante.
6. In relazione alle ipotesi disciplinate dall’articolo 1, comma 2, lettera f), del decreto-legge 23
febbraio 2020, n. 6, il rimborso può essere effettuato anche mediante l’emissione di un voucher di
pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.
7. Nei casi di cui ai commi 5 e 6, il vettore procede al rimborso del corrispettivo versato per il titolo
di viaggio in favore dell’organizzatore ovvero all’emissione di un voucher di pari importo da
utilizzare entro un anno dall’emissione.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo costituiscono, ai sensi dell’articolo 17 della legge del 31
maggio 1995, n. 218 e dell’articolo 9 del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 17 giugno 2008, norme di applicazione necessaria.
9. Alla sospensione dei viaggi ed iniziative d’istruzione disposta dal 23 febbraio al 15 marzo ai sensi
degli articoli 1 e 2 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, e dei conseguenti provvedimenti attuativi,
si applica quanto previsto dall’articolo 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79,
in ordine al diritto di recesso del viaggiatore prima dell’inizio del pacchetto di viaggio nonché
l’articolo 1463 del codice civile. Il rimborso può essere effettuato anche mediante l’emissione di un
voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.
 
ART. 29
(Misure urgenti relative al corso di formazione specifica in medicina generale triennio 2019-2022)
 
1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 100 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265,
all'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946,
n. 233, e all'articolo 5, comma 1, del decreto del Ministro della salute 7 marzo 2006 e successive
modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2006, sono ammessi con riserva
a frequentare il corso di formazione specifica in medicina generale, relativo al triennio 2019- 2022,
anche i laureati in medicina e chirurgia, collocatisi utilmente in graduatoria, che non possono
sostenere l’esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di medico-chirurgo a
seguito di quanto disposto con ordinanza del Ministro dell'università e della ricerca in data 24 febbraio
2020 a seguito delle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19 adottate ai sensi del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.
2. L’abilitazione all'esercizio professionale di cui al comma 1, dovrà in ogni caso essere conseguita
dai suddetti corsisti entro e non oltre la prima sessione utile di esami di Stato fissata dal Ministro
dell'università e della ricerca. Fino al conseguimento della predetta abilitazione all'esercizio
professionale, i suddetti corsisti non possono svolgere gli incarichi di cui all’articolo 19, comma 11,
della legge 28 dicembre 2001, n. 448, né partecipare all'assegnazione degli incarichi convenzionali ai
sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla
legge 11 febbraio 2019, n. 12.
 
ART. 30
(Carta della famiglia)
1. Per l’anno 2020, nelle regioni nel cui territorio è ricompreso quello dei comuni nei quali ricorrono
i presupposti di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, la carta della
famiglia, di cui all'articolo 1, comma 391, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è destinata alle
famiglie con almeno un figlio a carico.
2. Agli oneri derivanti dalle previsioni di cui al comma 1, pari a 500.000 euro per l’anno 2020 si
provvede a valere sul Fondo per le politiche della famiglia di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-
legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.
 
ART. 31
(Donazioni anti spreco per il rilancio della solidarietà sociale)
1. All’articolo 16 della legge 19 agosto 2016, n. 166 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera d), è inserita la seguente:
“d-bis) dei prodotti tessili, dei prodotti per l’abbigliamento e per l’arredamento, dei giocattoli, dei
materiali per l’edilizia e degli elettrodomestici, nonché dei personal computer, tablet, e-reader e altri
dispositivi per la lettura in formato elettronico, non più commercializzati o non idonei alla
commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità
all’utilizzo o per altri motivi similari;”;
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente:
“3-bis) Il donatore o l’ente donatario possono incaricare un terzo di adempiere per loro conto, ferma
restando la responsabilità del donatore o dell’ente donatario, agli obblighi di cui alle lettere b) e c)
di cui al comma 3.”.
 
ART. 32
(Conservazione validità anno scolastico 2019-2020)
1. Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono effettuare almeno
200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, l’anno scolastico 2019-
2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Sono del pari decurtati, proporzionalmente, i termini previsti per la
validità dei periodi di formazione e di prova del personale delle predette istituzioni scolastiche e per
il riconoscimento dell’anzianità di servizio.
 
ART. 33
(Misure per il settore agricolo)
1. Al fine di assicurare la ripresa economica e produttiva alle imprese agricole ubicate nei comuni
individuati nell’allegato n. 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° marzo 2020,
che abbiano subito danni diretti o indiretti, sono concessi mutui a tasso zero, della durata non
superiore a quindici anni, finalizzati alla estinzione dei debiti bancari, in capo alle stesse, in essere al
31 gennaio 2020.
2. Per le finalità di cui al comma 1, è istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali un fondo rotativo con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno
2020. Per la gestione del fondo rotativo il Ministero è autorizzato all’apertura di apposita contabilità
speciale.
3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono
definiti i criteri e le modalità di concessione dei mutui.
4. Costituisce pratica commerciale sleale vietata nelle relazioni tra acquirenti e fornitori ai sensi della
direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, la subordinazione
di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al COVID-19 né
indicate in accordi di fornitura per la consegna dei prodotti su base regolare antecedenti agli accordi
stessi.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, il contraente, a eccezione del consumatore finale, che
contravviene agli obblighi di cui al comma 4, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da
euro 15.000,00 a euro 60.000,00. La misura della sanzione è determinata facendo riferimento al
beneficio ricevuto dal soggetto che non ha rispettato i divieti di cui al comma 4. L'Ispettorato centrale
della tutela della qualità e della repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali è incaricato della vigilanza e dell’irrogazione delle relative
sanzioni, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. All'accertamento delle medesime violazioni
l'Ispettorato provvede d'ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato. Gli introiti
derivanti dall'irrogazione delle sanzioni di cui al presente comma sono versati all'entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnati, con decreto del Ragioniere generale dello Stato, allo stato di
previsione del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali per il finanziamento di
iniziative per il superamento di emergenze e per il rafforzamento dei controlli.
6. Agli oneri derivanti dal comma 2, si provvede ai sensi dell’articolo 36.
 
ART. 34
(Disposizioni finalizzate a facilitare l’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali)
1. Il Dipartimento della protezione civile e i soggetti attuatori individuati dal Capo del dipartimento
della protezione civile fra quelli di cui all’ordinanza del medesimo in data 3 febbraio 2020 n. 630,
sono autorizzati, nell’ambito delle risorse disponibili per la gestione dell’emergenza, fino al termine
dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, ad
acquisire dispositivi di protezione individuali (DPI) come individuati dalla circolare del Ministero
della salute n. 4373 del 12 febbraio 2020 e altri dispositivi medicali, nonché a disporre pagamenti
anticipati dell’intera fornitura, in deroga al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
2. In relazione all’emergenza di cui al presente decreto, fino al termine dello stato di emergenza di
cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, è consentito l’utilizzo di
dispositivi di protezione individuali di efficacia protettiva analoga a quella prevista per i dispositivi
di protezione individuale previsti dalla normativa vigente. L’efficacia di tali dispositivi è valutata
preventivamente dal Comitato tecnico scientifico di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del Capo del
Dipartimento della protezione civile del 3 febbraio 2020, n. 630.
3. In relazione all’emergenza di cui al presente decreto, in coerenza con le linee guida
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, è
consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori
sanitari; sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione da parte
dell’Istituto Superiore di Sanità.
 
CAPO IV
DISPOSIZIONI FINALI E FINANZIARIE
 
ART. 35
(Disposizioni in materia di ordinanze contingibili e urgenti)
1. A seguito dell’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19 non possono essere adottate e, ove adottate sono inefficaci, le
ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza predetta in contrasto con
le misure statali.
 
ART. 36
(Disposizioni finanziarie)
 
ART. 37
(Entrata in vigore)
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a