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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
La gestione delle risorse alla luce delle nuove norme civili ed ecclesiali

La gestione delle risorse alla luce delle nuove norme civili ed ecclesiali

(Salerno, 26 Febbraio 2018)

 

«Tutto questo comporta ripensare l’economia, attraverso un’attenta lettura della Parola di Dio e della storia. Ascoltare il sussurro di Dio e il grido dei poveri, dei poveri di sempre e dei nuovi poveri; comprendere che cosa il Signore chiede oggi e, dopo averlo compreso, agire, con quella fiducia coraggiosa nella provvidenza del Padre (cf Mt 6,19ss) che hanno avuto i nostri fondatori e fondatrici»[1].

 

Introduzione

Cosa ha spinto gli uffici competenti della CEI a indire questo convegno e ad elaborare il programma che vi vedrà impegnati in questi giorni?

Innanzitutto un cammino di Chiesa che non inizia oggi, ma che - dall’Assemblea generale dei Vescovi del 2016[2] -  sta subendo una chiara accelerazione!

Siamo chiamati ad operare sempre di più e sempre meglio perché la nostra gestione sia trasparente, perfettamente rispondente ai nostri principi e strettamente legata agli obiettivi dai quali le comunità cristiane con i loro Vescovi intendono farsi guidare. Attraverso la fedeltà a questi principi ed obiettivi, oggi soprattutto, transita la nostra  credibilità. Guai se la gestione delle risorse a nostra disposizione, soprattutto dei vari beni economici, non fosse coerente con l’annuncio cristiano che ci è proprio e divenisse addirittura motivo di scandalo!

È vero che i responsabili dell’economia comunitaria devono fare quadrare i bilanci. Una comunità di credenti non può fondare però la propria serenità sulle manovre degli economi e questi ultimi non devono chiudere uno e entrambi gli occhi su operazioni poco chiare o (Dio non voglia!) sconsiderate. La fecondità della nostra missione ha un solo fondamento; fondamento che deve continuamente spingere, come ci ricorda Papa Francesco, a «.. ripensare l’economia, attraverso un’attenta lettura della Parola di Dio e della storia. Ascoltare il sussurro di Dio e il grido dei poveri, dei poveri di sempre e dei nuovi poveri; comprendere che cosa il Signore chiede oggi e, dopo averlo compreso, agire, con quella fiducia coraggiosa nella provvidenza del Padre (cf Mt 6,19ss) che hanno avuto i nostri fondatori e fondatrici»[3].

A riprova di quanto vere siano le parole del Papa basta osservare immensi e talora splendidi edifici che le nostre realtà ecclesiali non  sono più in grado di gestire. E le energie, talvolta totalizzati, che assorbe talvolta la gestione dei beni immobili. Qualche giorno fa, un Vescovo mi diceva amareggiato e in riferimento a una di queste situazioni: “Se non recuperiamo un supplemento di anima nella gestione dei nostri beni, rischiamo di morire schiacciati sotto mura e travi più o meno redditizie, con tutte le nostre buone intenzioni e con tutti i nostri lodevoli progetti”.

Senza lasciarci prendere dallo sconforto né dalla tentazione della facile demagogia, dobbiamo riconoscere che troppi beni nella Chiesa non l’aiutano ad alzarsi e a inoltrarsi per le strade del mondo come “Chiesa in uscita” nella corsa per portare la Parola. Piuttosto ne frenano la corsa; qualche volta rendendola immobile. È importante, a questo proposito, l’aiuto che potete dare ai vostri Vescovi, con fedeltà, spirito di sacrificio, ma anche, nel caso, richiamando la loro attenzione qualora vi accorgeste che qualcosa non sta andando per il verso giusto.

Lo sappiamo! Il denaro e i beni materiali servono! Il denaro e i beni materiali in genere però – pur con tutte le potenzialità positive – non sono sufficienti per infondere uno slancio vitale e per tenerci sulle vie del Vangelo. Solo il servizio quotidiano e la disponibilità verso gli altri, in primo luogo verso i poveri, trasforma il denaro di cui disponiamo e il potere che esso inevitabilmente conferisce – solo questo - trasforma il denaro e i beni in strumenti di evangelizzazione, oltre che di riscatto morale e sociale.

Un doloroso susseguirsi di incidenti e perdite economiche da parte di realtà ecclesiali, oltre che un danno economico, possono intendersi anche come un pressante avvertimento a cambiare stile di vita. Con il Sommo Pontefice mi permetto di dire a noi tutti: ne siamo all’altezza?

Voi economi avete precise responsabilità ma soprattutto grandi potenzialità in questo campo: esercitatele con passione e competenza, con lo stile di servizio ecclesiale che è caratteristico del vostro compito! Non scoraggiatevi! Ve ne saremo tutti riconoscenti!

In questo cammino di Chiesa, così ben interpretato da Papa Francesco, i Vescovi italiani hanno domandato a se stessi e quindi a tutte le Diocesi italiane una comunicazione sempre più trasparente e, per ciò stesso, più efficace. È importante dare visibilità, non solo a ciò che viene realizzato, sia in campo caritativo che in campo pastorale, con i fondi dell’8x1000. É importante anche che la stessa visibilità e quindi la stessa trasparenza riguardino i nostri bilanci, ai diversi livelli. È, tra l’altro, una forma di rispetto per la fiducia che tantissimi, non solo cattolici, mostrano di avere destinando l’8x1000 alla Chiesa cattolica. Una fiducia che merita gratitudine e rispetto soprattutto in presenza di qualche caso (raro per fortuna, e assolutamente non giustificabile!) in cui non vengono rispettate con chiarezza le finalità di destinazione dei fondi dell’8x1000.

La giornata di domani sarà interamente dedicata a questo tema, anche raccogliendo i vostri suggerimenti nei lavori di gruppo del pomeriggio.

Oggi pomeriggio e mercoledì mattina verranno esaminate, dal nostro punto di osservazione, due importanti innovazioni: la prima, di livello nazionale, dovuta alla riforma, non ancora completata, del Terzo settore; la seconda, di livello europeo, sulla tutela dei dati personali.

I relatori aiuteranno a conoscere quanto queste innovazioni legislative interessino i nostri Enti ecclesiastici. Si tratta di ripercussioni molte volte positive, qualche volta problematiche, sempre esigenti responsabilità da parte nostra.

La Conferenza Episcopale Italiana, fedele al suo mandato statutario, anche attraverso questo convegno intende creare condizioni di conoscenza e offrire strumenti per  maturare percorsi e prassi condivise che contribuiscono, per la loro parte, a rendere più bello e presentabile il volto della nostra Chiesa.

Un cordiale augurio di buon lavoro, anche a nome della Presidenza!

 

            X Nunzio Galantino

      Segretario generale della CEI

Vescovo emerito di Cassano all’Jonio



[1] “Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia”. Messaggio del Santo Padre Francesco ai partecipanti al secondo Simposio internazionale sul tema: Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia degli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (26 novembre 2016).

[2] CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Atti della 69a Assemblea generale (16-19 maggio 2016), 72-82.

[3] “Nella fedeltà al carisma ripensare l’economia”, cit.