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Il Portale F.A.C.I.

Rivista L'Amico del Clero
I recenti interventi in materia di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche

I recenti interventi in materia di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche

 

Il problema delle misure di sicurezza da adottare in caso di manifestazioni pubbliche si è riproposto in Italia dopo i recenti fatti di Torino a causa di un falso allarme terroristico durante la proiezione su maxischermo di una finale di calcio cui prendeva parte la squadra della Juventus. A seguito dei predetti, con nota alle Questure e Prefetture del 7 giugno scorso il Capo della Polizia ha ribadito le competenze delle Commissioni di vigilanza sui luoghi di spettacolo e richiamato tuttavia alcuni “imprescindibili” elementi per garantire la sicurezza: fra questi l’individuazione di una capienza massima sostenibile e conteggio degli accessi per evitare il sovraffollamento. La nota fa riferimento anche al necessario coinvolgimento delle Forze dell’ordine per garantire la piena sicurezza.

Il 19 giugno scorso, poi, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha fornito più specifiche indicazioni circa le condizioni da verificare, le determinazioni susseguenti che riguardino le misure di sicurezza del pubblico, la competenza “in prima istanza” delle Commissioni comunali e provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. In caso di condizioni straordinarie potrà essere richiesto l’interessamento del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La circolare richiama inoltre la normativa di settore alla quale fare riferimento ed elabora alcuni elementi, tra i quali la individuazione del massimo affollamento consentito, il dimensionamento delle vie di esodo e la predisposizione di un piano di emergenza. La nota propone spazi presidiati da steward, come negli eventi sportivi o altre pubbliche manifestazioni, e l’eventuale inserimento della vigilanza antincendio effettuata dai Vigili del Fuoco.

Più recentemente, con direttiva n. 11001/110(10) del 28 luglio 2017 (Modelli organizzativi per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche), a firma del Capo di Gabinetto del Ministro dell’interno (ved. allegato), viene ribadita la centralità delle Commissioni di Vigilanza nella valutazione sulla sicurezza delle manifestazioni di pubblico spettacolo. La direttiva, nel prendere in esame le manifestazioni di pubblico spettacolo, muove dall’impianto normativo vigente, recato in particolare dal Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S.), nonché dalle disposizioni di legge che regolano il settore, e prevede che lo svolgimento dell’evento sia soggetto al rilascio della licenza da parte del Sindaco del Comune e che tale licenza non possa essere rilasciata se non previo parere delle Commissioni provinciali e comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

Le valutazioni e le verifiche cui sono chiamati i predetti organismi si fondano su un quadro di riferimento normativo collaudato, che ha consentito nel tempo di garantire un livello di sicurezza sempre molto alto.

In relazione allo svolgimento di manifestazioni di pubblico spettacolo, sarà onere dell’ufficio comunale preposto al rilascio delle licenze ex art. 68 T.U.L.P.S., secondo le abituali prassi amministrative, interessare la Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Qualora quest’ultima ritenga che la manifestazione possa comportare un innalzamento, anche solo potenziale, del livello di rischio per i partecipanti o più in generale per la popolazione, derivante, ad esempio, dalle modalità di svolgimento dell’evento, dal luogo prescelto o dal prevedibile elevato afflusso di persone, e tale da richiedere un surplus valutativo di livello più ampio e coordinato, ne informerà la Prefettura, inviando una relazione di sintesi con l’indicazione dei possibili profili di criticità. Spetterà al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica valutare l’opportunità di indicare alle stesse Commissioni di vigilanza l’assunzione di ulteriori precauzioni e cautele in ambito safety tali da elevare la cornice di sicurezza dell’evento anche in rapporto ai profili di security. Sarà la Commissione di vigilanza interessata, in occasione del sopralluogo effettuato prima dello svolgimento dell’evento, a verificare la piena ottemperanza a tutte le prescrizioni impartite e ad assumere le definitive determinazioni ai fini del rilascio della prescritta licenza da parte delle autorità competenti.

L'Allegato 1 alla direttiva contiene le istruzioni operative messe a punto in via sperimentale dalla prefettura di Roma per la gestione degli eventi, con le tabelle e i criteri per la "classificazione" delle manifestazioni, che il documento distingue in base alla normativa vigente in 2 tipologie:

1.            riunioni e manifestazioni in luogo pubblico, per le quali l'organizzatore ha il solo onere di preavviso alla Questura;

2.            manifestazioni di pubblico spettacolo, per le quali è necessario il rilascio di licenza da parte del sindaco.

Nel documento si evidenzia che, in entrambi i casi, per garantire sicurezza e pacifico svolgimento delle manifestazioni sono di fondamentale importanza la cooperazione e il dialogo tra le varie componenti del sistema di sicurezza. In tal senso, la direttiva evidenzia il ruolo svolto dai comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica e dalle commissioni comunali/provinciali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, come sedi di confronto e pianificazione anche rispetto alla fase di individuazione delle eventuali vulnerabilità legate al singolo evento.

Il documento, infine, sottolinea anche l'importanza della comunicazione, specificando che "dovranno essere attivati tutti i necessari canali" per garantire a chi partecipa alla manifestazione e ai cittadini la conoscenza delle misure organizzative e di sicurezza adottate.

 

In questo quadro sommariamente delineato, si inseriscono anche le richieste di svolgimento delle cerimonie religiose per le quali resta valido quanto previsto dall’art. 25 del T.U.L.P.S., in base al quale “chi promuove o dirige funzioni, cerimonie o pratiche religiose FUORI DEI LUOGHI DESTINATI AL CULTO, ovvero processioni ecclesiastiche nelle pubbliche vie, deve darne avviso, ALMENO 3 giorni prima al Questore territorialmente competente”. Sono esclusi da tale obbligo, ai sensi del disposto di cui all’art. 27 T.U.L.P.S. – gli accompagnamenti funebri ed il relativo viatico. Il Questore, per ragioni di ordine pubblico o di sanità pubblica, può vietarle o può prescrivere l’osservanza di determinate modalità, dandone avviso ai promotori almeno ventiquattro ore prima. L'avviso scritto al Questore deve contenere: le generalità e la firma dei promotori; l'indicazione del giorno e dell'ora in cui ha luogo la cerimonia religiosa ovvero la processione ecclesiastica o civile; l'indicazione degli atti di culto fuori dei luoghi a ciò destinati; l'indicazione dell'itinerario della processione e della località in cui le funzioni si compiono.

In definitiva, la direttiva del luglio scorso non ha introdotto una nuova disciplina, ma piuttosto ha cercato di valorizzare quello che è già stabilito dalla normativa vigente nel distinguere due tipologie di situazioni: le riunioni e le manifestazioni in luogo pubblico, per le quali l'organizzatore ha il solo onere di preavviso alla questura, e le manifestazioni di pubblico spettacolo, per le quali è necessario il rilascio di licenza da parte del Sindaco sulla base delle valutazioni tecniche delle apposite Commissioni di Vigilanza. L'elemento nuovo è costituito dalla necessità di individuare per la singola manifestazione eventuali specifiche "vulnerabilità" che possano richiedere l'adozione di cautele e precauzioni mirate per la gestione della sicurezza. Si tratta di un approccio flessibile, che comporta una attenta e condivisa valutazione dell'evento e delle sue vulnerabilità, ispirata non a logiche astratte o ad acritici schemi di riferimento, bensì ricondotta ad una analisi di contesto del rischio che dovrà tenere conto, in concreto, della effettiva esigenza di un rafforzamento delle misure di sicurezza rispetto a quelle ordinariamente messe in campo

 dott. Alessandro Pertici